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Presidio 118 in centro sempre più a rischio, pronta raccolta firme

Roberto Minelli
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“Una scelta fuori da ogni logica - il commento di diversi eugubini all'indomani della notizia del mancato inserimento della postazione di 118 del centro storico nel bando per il rinnovo del servizio - che andava condivisa con la comunità. Un taglio privo di ogni rispetto per la popolazione, che sarà l'unica a farne le spese. Ci chiediamo, date le avvisaglie ormai da mesi di questo pericolo, perché i nostri amministratori nulla hanno fatto per battersi? Un silenzio assordante anche oggi. È una questione di civiltà, il benessere delle persone va davanti qualsiasi scelta di taglio amministrativo”. Una dura critica della popolazione, ancora sconcertata dalla probabilità di dover rinunciare al punto di soccorso. Un servizio che si è rivelato molto utile, ad oggi, sia per cittadini che turisti, la “decisione va rivalutata e sanata”. Gubbio è un comune molto vasto, il più grande dell'Umbria, ha già dovuto fare i conti con il trasferimento dell'ospedale dal centro all'area estrema est, per l'accorpamento insieme a Gualdo Tadino. Si tratta di un Comune composto di molte frazioni, la maggior parte disposte in montagna, da dove è a volte molto difficile raggiungere in tempi adeguati in caso di necessità l'ospedale di Branca, alcune distano più di mezz'ora. Il servizio di 118 in centro è già reduce di una battaglia della popolazione, quando nel 2010 venne ripristinato in seguito ad una pressante protesta seguita da una raccolta firme che arrivò a sfiorare gli 11mila consensi, dopo che nel 2008 il pronto soccorso era stato soppresso per il dislocamento dell'ospedale. Solo nel 2015 sono stati 1.300 circa gli interventi. La conferenza Stato Regioni del 1996 in applicazione del Dpr 1992 conferma “i tempi di arrivo dei mezzi di soccorso in emergenza entro 8 minuti in area urbana e 20 minuti in area extraurbana”. Alcuni cittadini stanno organizzandosi tramite social network per promuovere un'iniziativa per manifestare l'ampio scontento circa la decisione. Più volte, anche durante le sedute consiliari, erano state avanzate rassicurazioni dagli amministratori riguardo al mantenimento della postazione. I cittadini fanno quindi appello ai propri amministratori affinché diano loro una risposta su cosa stia accadendo e che si facciano interlocutori con i vertici sanitari e si muovano affinché il servizio sia salvato. Non si esclude una seconda raccolta firme, sulla scia di quella del 2010, con lo stesso scopo: salvare un punto di primo soccorso nel centro storico.