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l'Umbria regge grazie all'export "Made in Italy"

Carlo Forciniti
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Numeri incoraggianti. Il valore dell'export delle imprese manifatturiere umbre, di cui il 70% è costituito dal "made in Italy" ammonta a 3 miliardi e mezzo di euro. I risultati dell'indagine condotta da Cna Umbria insieme al centro studi Sintesi sulla relazione tra l'evoluzione delle imprese manifatturiere umbre negli anni della crisi e l'andamento delle esportazioni parlano chiaro: l'export delle imprese umbre del made in Italy cresce sempre di più con l'artigianato che continua a svolgere un ruolo determinante nel commercio con l'estero. I dettagli dell'analisi sono stati resi noti in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato, con la mediazione di Roberto Giannangeli, direttore generale di Cna, l'assessore regionale Fabio Paparelli, il responsabile regionale di Cna Produzione, Francesco Vestrelli, la dirigente del Cna, Roberta Datteri e Alberto Cestari del centro studi Sintesi. “In termini reali e numeri alla mano - spiega Datteri - le esportazioni hanno avuto un'impennata anche a dispetto della contrazione del Pil. Mentre, infatti, nell'arco temporale che va dal 2009 al 2015 il Pil della nostra regione precipitava del 5%, l'export aumentava del 28%. Questi dati si devono anche e soprattutto grazie al coraggio imprenditoriale che hanno avuto le nostre aziende, anche quelle più piccole”. “La ricerca - aggiunge Cestari - ha preso in esame diversi settori: l'agroalimentare, la moda, il sistema casa, i macchinari, i mezzi di trasporto e la carta stampata, andando poi a verificare il rapporto tra imprese, addetti, mercati di riferimento e andamento delle esportazioni dal 2009 al 2015. Abbiamo rilevato che il 62% delle esportazioni è destinata all'Unione europea mentre un dato interessante fra i molteplici che vengono fuori dallo studio è che l'Umbria è sempre meno dipendente dal settore metallurgico”. Come si evince dalla ricerca, infatti, l'export è da attribuire quasi per intero alle imprese manifatturiere (3,5 miliardi sui 3,6 totali delle esportazioni). Vestrelli e Paparelli, infine, si sono confrontati sul ruolo che le politiche regionali possono avere per continuare a sostenere le piccole imprese, in particolare quelle artigiane ma non solo. “Queste imprese - precisa Vestrelli - hanno un ruolo fondamentale all'interno del sistema manifatturiero della nostra regione tanto da essere un settore trainante nelle produzione del Made in Italy dirette all'estero. Proprio per questo motivo chiediamo alla Regione che le risorse dei fondi strutturali e per le politiche di innovazione vengano destinate in maniera consistente a questi settori”. “La Regione Umbria - aggiunge Paparelli - sta investendo e scommettendo sugli assi strategici dell'internazionalizzazione, della ricerca, dell'innovazione e della sostenibilità territoriale. Cna affianca e sostiene le imprese nei loro processi di apertura verso i mercati esteri. Guardiamo all'internazionalizzazione ricordando che passi avanti andranno fatti anche nel campo dei servizi, del turismo, dei saperi. Si dovrà costruire una work experience non solo in ambito nazionale ma anche internazionale”.