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La battaglia dei vegani si scatena contro le sagre

Federico Sciurpa
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Dalle disfide televisive tra cuochi di diversa “impostazione” alimentare, alle campagne anti tumore fino alle cause contro genitori accusati di malnutrizione nei confronti della figlia di pochi mesi, la battaglia tra carnivori e vegani sembra non avere tregua. Un nuovo capitolo della disfida in sala perugina, viene offerto dal sottopasso della stazione di Fontivegge e dintorni. Quella zona, si sa, è appannaggio degli writers che esprimono la loro arte da anni sulle pareti a loro deputate. Tutt'intorno, spazi pubblicitari per manifesti 6 x 3 che, di questi tempi, fanno a gara a contenere gli annunci di sagre di ogni tipo. Bene, come vedete dalle foto di Belfiore, proprio su questi mastodonti cartacei s'è combattuto l'ennesimo capitolo della disfida. A passare all'attacco con decisione, non meglio definiti seguaci vegani che hanno imbrattato date e menu rendendoli illeggibili, firmando esplicitamente in calce la natura della loro campagna di sensibilizzazione. Di mezzo, oltre alle rane di Capanne, c'è finito però anche il tartufo di Ripa. Che a guardar bene non dovrebbe rientrare nella black list. Tant'è, per la serie “ndo cojo cojo” anche il tartufo è censurato. A meno che quel “Go Vega” non nasconda altri tipi di battaglie e di soggetti.