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L'ambulanza impiega un'ora per arrivare a destinazione

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Claudio Bianconi
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Il servizio del 118 è nell'occhio del ciclone. Due i casi che hanno scatenato le proteste. In uno sono stati addirittura chiamati i carabinieri. Il primo fatto è accaduto a Città di Castello e la famiglia coinvolta ha descritto quanto accaduto: “La nostra stretta congiunta, che poi è deceduta, aveva serissimi problemi di salute ed era in fin di vita, abbiamo chiamato il 118 e raccontato la gravità della situazione. E' grave che il 118 partito dalla sede dell'ospedale e dovendo raggiungere il vicino quartiere di San Pio abbia sbagliato strada, ritardando l'intervento. Invece di imboccare via Cassarotti è andato in cima a via Martiri della Libertà per poi tornare indietro. Minuti preziosi nel nostro caso. C'è stata concitazione e sono stati chiamati i carabinieri dal 118. Noi non denunceremo nessuno, ma nel 2016 è obbligatorio che ogni 118 deve avere un navigatore satellitare adeguato che sonsenta agli equipaggi, a prescindere da chi li guida, di arrivare a destinazione senza sbagliare”. L'altro episodio è stato denunciato dal consigliere comunale Sassolini, che ha presentato un'interpellanza al sindaco: “Oltre sessanta minuti per percorrere una decina di chilometri: questa la distanza che separa l'ospedale di Città di Castello dalla farmacia di Lama”.