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L'impegno del ministro Giannini per la statizzazione dell'Accademia di belle arti

Stefania Giannini

Claudio Bianconi
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Il ministro Stefania Giannini ha confermato davanti alla commissione del Senato l'impegno alla statizzazione dell'Accademia di belle arti, insieme a quella di Genova. Entrambe sono interessate dal percorso aperto dalla legge di stabilità dell'anno scorso. Ormai, dunque, sembra questione di “burocrazia”, come lascia intendere il presidente del consiglio di amministrazione dell'Accademia, l'avvocato Mario Rampini, che segue la vicenda da un anno a questa parte e con grande tenacia perché “Perugia non può permettersi di perdere questo treno”. Del resto la nostra Accademia è la seconda più antica d'Italia (risale al 1573). Dal 2010, inoltre, gli studenti sono saliti da meno di 200 a 420, quasi un raddoppio. Sarebbe davvero un controsenso se un istituto così prestigioso continuasse a dibattersi nelle difficoltà economiche. Dallo Stato, a quel punto, potrebbero venire circa 800mila euro l'anno. Ma la posta in gioco si chiarirà col decreto destinato a stabilire i criteri di ripartizione dei fondi, che saranno vincolati in parte al pagamento del personale e in parte al funzionamento. Potrebbe inoltre servire un accordo di programma. Sperando che il 2017 possa essere l'anno della svolta.