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Valle dei fuochi, la protesta arriva alle porte di Perugia

Alessandro Antonini e Sara Minciaroni
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Il caso della Valle dei fuochi approda a Perugia. A Fontignano per la precisione, frazione a cavallo tra il capoluogo e la Valnestore interessata negli ultimi trent'anni dalle emissioni della vecchia centrale Enel, dalle ceneri e dalle patologie tumorali che attanagliano il territorio. Sala piena quella della proloco di Fontignano che ha convocato l'assemblea invitando il comitato sorto tra Piegaro e Panicale denominato "Soltanto la salute". Il comitato ha fatto il punto sulla vicenda delle discariche di ceneri miste a rifiuti, dei picchi di tumore in alcuni territori e delle mancate bonifiche delle aree che si sono susseguite negli anni. Soldi impegnati e mai spesi per mettere in sicurezza centinaia e centinaia di ettari. Un territorio che negli anni si è arricchito ("Nella frazione di Tavernelle sono arrivate sei banche"). Un grosso giro di soldi legato all'attività della centrale e più tardi al trasporto delle ceneri che ha vissuto per anni, sotto silenzio, il problema delle emissioni e degli interramenti. Di rifiuti solidi urbani ma anche di altro tipo. E' emerso anche il particolare di un'azienda tessile che scaricava da Perugia nei terreni oggi della Valnestore Sviluppo dove le discariche emergono dalla cenere che si sfalda. Dove ci sono campo coltivati a frumento per uso umano e a foraggio ancora oggi immessi sul mercato. Sono state toccate le ricostruzioni legate all'economia del territorio, all'ascesa e fallimento della Trafomec, azienda nata - letteralmente e in senso lato - sulle ceneri, nel senso che l'area industriale della Potassa sorge su banchi di cenere ligure, di La Spezia e che le varie cordate che hanno guidato Trafomec sono legate a filo doppio al trasporto e smaltimento di rifiuti speciali. Con riferimenti anche a tratti di storia inquietanti che parlano di collegamenti tra vecchie dirigenze e criminalità organizzata. Erano presenti l'assessore comunale di Perugia Emanuele Prisco, titolare dell'urbanistica, e i regionali Marco Squarta (FdI) e Andrea Liberati (M5s). Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di giovedì 9 giugno (CLICCA QUI)