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Società Valnestore: "Nessuna traccia dei 500mila euro"

Alessandro Antonini
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Cinquecentomila euro spariti nel nulla. Che con gli interessi di lustri dovrebbero essere cresciuti di altri centomila. Quanto anticipato in queste pagine sulla situazione debitoria e creditoria della Valnestore sviluppo - la società pubblica nei cui 180 ettari sono state scoperte le discariche di ceneri e rifiuti - trova conferma in una relazione del Comune di Panicale datata 27 dicembre 2010. Si tratterebbe di una posta proveniente dal “programma generale di investimento per l'acquisto e la rifunzionalizzazione del compendio industriale ex-centrale Enel di Pietrafitta” nel Comune di Piegaro, dove dai fondi Docup sono stati stanziati 5.407.500 euro. Nella prima fase di attività la Valnestore sviluppo è stata utilizzata per il “salvataggio” di Trafomec “un'importante e strategica azienda sul piano occupazionale e non solo, del Comune di Panicale”. Attraverso vari strumenti di intervento la Valnestore sviluppo “ha apportato nella suddetta azienda in crisi risorse per circa 4.600.000”. Ebbene “delle risorse Enel messe a disposizione degli enti locali, residuano tuttora (era il 2010, ndr) circa 499.000 euro impiegate dal sistema di sostegno pubblico a favore delle aziende del territorio; quest'ultima somma dovrà prossimamente, quale destinazione naturale della stessa, rientrare nella disponibilità della Valnestore Sviluppo srl”. E ancora, testuale: “Di quest'ultima posta, naturalmente, non c'è traccia nei documenti ufficiali”. Ma la Valnestore srl vantava nei confronti di Trafomec un credito residuo di 684.000,00 euro, sempre nel periodo 2010. “Tale credito - è scritto nella relazione di 6 anni fa - avrebbe dovuto già essere rimborsato, ma ciò non è stato possibile in quanto il manifestarsi della grave crisi mondiale in atto ha impedito a Trafomec di uscire definitivamente dalle difficoltà finanziarie. Per tali ragioni, con l'obiettivo di sostenere ancora tale importante azienda del territorio, i soci della Valnestore Sviluppo hanno finora acconsentito al mantenimento del credito”. Oggi invece l'amministratore unico nominato nel 2014 vuole indietro i soldi e ha provato a inserirsi nel fallimento di Trafomec. Senza esito. (Leggi anche il progetto di bonifica c'era ma è rimasto nel cassetto) Nello stesso atto presente negli archivi comunali di Piegaro e Panicale si ribadisce che - oltre al museo paleontologico, altro progetto rimasto al palo - la mission di Valnestore sviluppo era quella della bonifica e rilancio dell'area ex centrale. In particolare si riferisce della “riqualificazione dell'area relativa alla ex-centrale a lignite di Pietrafitta, acquistata dalla Valnestore Sviluppo srl nel dicembre 2005 direttamente dall'Enel Produzione spa e presso la quale la società è impegnata a favorire nuovi insediamenti produttivi. L'intervento in oggetto - ricordiamo ancora che l'atto è del 2010 - si inserisce nell'ambito di un progetto finalizzato allo sviluppo di un centro di eccellenza ad elevata qualificazione produttiva, a sostegno del quale la Regione dell'Umbria, come sopra già indicato, ha ritenuto di intervenire con una rilevante sovvenzione finanziaria (misura 1.1.”Riqualificazione dell'offerta insediativa per le attività produttive” - Docup obiettivo 2). Con tale intervento la Regione ha contribuito non soltanto all'acquisto iniziale del sito, ma anche alla rifunzionalizzazione dell'area, sulla base di un piano attuativo già approvato dal Comune di Piegaro. Gli stralci funzionali previsti sono stati tutti completati con la realizzazione sia delle opere di demolizione e bonifica, concordate con le autorità competenti a seguito della dismissione della centrale a lignite, che delle opere di urbanizzazione e di reinfrastrutturazione”. Anche qui c'è qualcosa che non torna. I soldi del Docup obiettivo due in base a quest'ultimo capoverso sarebbero stati attinti e utilizzati per bonifiche, urbanizzazioni e creazione di nuove infrastrutture. A guardare lo stato in cui si trova l'ex centrale Enel di Pietrafitta e tutta l'area intorno, viene da chiedere sulla base di quali elementi siano state messe per iscritto queste affermazioni. Doveva essere il passaggio di rilancio per ospitare quel polo di eccellenza in cui università di Perugia e la società Angelantoni avrebbero dovuto dare vita. Ma anche questo è rimasto solo scritto in quel libro dei sogni che appare la relazione di cui sopra. Intanto la vallata non esce dall'incubo.