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Ostello di Ponte Felcino, i profughi vanno via

Rosaria Parrilla
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Ponte Felcino un paese diviso a metà. Tra chi vede nella presenza dei profughi un problema per la sicurezza e chi non vede nessun collegamento tra le criticità della frazione e l'Ostello di gioventù diventato un centro di accoglienza (95 posti letto, ma spesso al collasso). A tutti è noto il suo uso che nel corso degli anni, a partire dal 2000 dopo la convenzione tra Comune e Aig a cui ha affidato la gestione dell'immobile per 28 anni fino agli ultimi 3 anni, sarebbe diventato insostenibile. Nel novembre 2014 la proloco La Felciniana sottopose al sindaco di Perugia Romizi un documento dove tra i punti si faceva riferimento all'ostello: "Sottoutilizzato e la presenza di giovani e di turisti limitata in numero e nel corso dell'anno. È stato usato in maniera impropria per ospitare centinaia di immigrati". Concetto ribadito anche in commissione, quando si è discusso dell'ordine del giorno dei consiglieri De Vincenzi e Pittola (approvato dalla sola maggioranza) sulla valorizzazione della struttura, da una residente del posto Citti. Che ha sottolineato come la popolazione non sia mai stata sentita a riguardo e l'immobile potrebbe essere messo a disposizione, come in passato, della comunità. L'assessore Cicchi ha ammesso che l'Arci sta cercando un'altra struttura. Sembrerebbe, secondo voci, che l'associazione abbia già firmato un accordo con la Caritas ed entro la fine di maggio i migranti verrebbero mandati a Montemorcino. A Ponte Felcino, al di là di tutto, è legato il sindaco. Non solo perché dalla fine del 2014 si è interessato alle criticità del posto facendo dei sopralluoghi fino ai giorni scorsi quando ha aiutato la proloco a pulire il paese, ma ha deciso di mettere su famiglia proprio lì. Dopo il matrimonio (24 luglio) lascerà il centro storico per trasferirsi sulle colline, a San Felicissimo alta.