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Valle dei fuochi, nuove zone interessate: ecco quali

Alessandro Antonini
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Una pentola scoperchiata. Dopo trent'anni e rotti di silenzi, con un male oscuro che sta falciando più generazioni, le popolazioni della Valnestore chiedono che stavolta si vada sino in fondo. Per capire se il presunto danno ambientale delle ceneri e dei rifiuti (solidi urbani e di altro tipo) sepolti, delle emissioni nell'aria che in passato hanno interessato le ciminiere delle attività industriali presenti nell'area, hanno inciso come concausa ad un tasso di incidenza e di mortalità di alcune patologie tumorali al di sopra della media regionale e delle aree urbane. La piccola frazione di Missiano (Panicale) soffre di una percentuale di morti e di ammalati alta. Anomala. Per questo sta organizzando un'assemblea cittadina sulla scorta di quelle di Pietrafitta e Colle San Paolo. Ma il territorio interessato è più ampio. E sconfina nel Comune di Perugia. Il comitato per la salute che si è costituito giovedì scorso ha visto l'adesione della pro loco di Fontignano con il vicepresidente Diego Mannucci. Un comitato che si prefigge come solo scopo la verifica di eventuali danni ambientali e alla salute, che pretende controlli e verifiche accurate e che, attraverso chi ha aderito, offre alla magistratura - il dossier è in mano al pm della procura della Repubblica Paolo Abbritti - tutta la collaborazione possibile. L'obiettivo è trovare i punti in cui non solo ceneri e rifiuti solidi urbani ma altri tipi di scarti industriali, provenienti anche dal Nord Italia e in particolare dalla Liguria, potrebbero essere sepolti. I cosiddetti fusti di liquidi tossici pericolosi che in più di uno dicono di aver visto sotterrare.