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Università, precari in alto mare: ma spunta altra vertenza

Roberto Minelli
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La questione “precari” all'Università degli studi di Perugia sfiora appena il consiglio di amministrazione e finisce direttamente sul tavolo di trattativa per il contratto integrativo 2016 in programma martedì 19 aprile. Nell'occasione infatti, l'amministrazione ha convocato la delegazione sindacale per un confronto diretto sulla programmazione di tutto il personale, ma con riferimento particolare ai contratti a tempo determinato in scadenza. Quale saranno le proposte in campo? “L'unica certezza dalla quale partire - spiega Giuseppina Fagotti della Cgil - sono i punti organico che derivano dai pensionamenti, o almeno da una parte di quelle disponibilità. Il resto è tutto molto vago”. Nel frattempo, l'ateneo ha avviato una ricognizione del personale e sono state formate due commissioni, una studierà i laboratori, l'altra l'organico dei dipartimenti. Obiettivi: stilare il quadro delle eccedenze da cui poi avviare un fattivo miglioramento dell'organizzazione. Non solo. Nell'ultimo senato è stato formalizzato quanto già annunciato all'inaugurazione dell'anno accademico dal rappresentante del personale. Giuseppina Fagotti ha infatti presentato una mozione al rettore per sottoporre all'apposita commissione la revisione dello Statuto due punti: la presenza di un rappresentante del personale in cda e il voto ponderato del personale non docente alle elezioni del rettore. Due aspetti significativi, secondo quanto dice il sindacato, per ripristinare un modello democratico e partecipativo all'interno dell'ateneo evitando così che vengano prese decisioni “senza la voce - aggiunge la Fagotti - dei soggetti sui quali ricadono queste decisioni”. E mentre si sta lavorando sull'allarme occupazione del personale a contratto a tempo determinato, un'altra vertenza si profila all'orizzonte. Quest'ultima riguarda il personale stabilizzato con l'ultimo concorso del 2008. In merito alle questioni sollevate, il giudice del lavoro ha invitato a trovare un punto d'accordo tra le parti, ma il collegio dei revisori dell'ateneo ha espresso parere sfavorevole alla possibile intesa. Si apre, dunque, un altro capitolo che impegnerà l'amministrazione universitaria nelle prossime settimane. E c'è chi torna a soffiare sulla proposta di affidare a una società esterna il pacchetto “personale”. Ma corre un sospetto: è un modo per trovare davvero la migliore soluzione oppure per affidare, più semplicemente, a un tagliatore di teste il lavoro senza i pericoli di una guerra interna?