Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Aeroporto sempre più in bilico, buco da 60 milioni

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Più di sessanta milioni di euro. Ecco quanto è stato speso per un'opera, lo scalo di Sant'Egidio, che oggi si trova più che mai in bilico. Sul baratro. L'aeroporto internazionale San Francesco di Perugia-Assisi rischia di essere sempre di più un'infrastruttura insostenibile. La quota di 500mila passeggeri e il pareggio di bilancio previsti dalla concessione ventennale sono ormai una chimera. Alitalia, una delle poche prospettive di sviluppo, ha chiesto 6 milioni di euro per restare. Chi glieli dà? I Comuni? Impensabile. La dismissione completa della tratta da e per Fiumicino è sempre più realtà: notizia di giovedì 14 aprile l'offerta di rimborso, tasse di imbarco incluse, per coloro che non scelgono la riprotezione dei voli sospesi su Roma attraverso il viaggio in bus. In questo caso però l'ex compagnia di bandiera non assicura la copertura della coincidenze dei voli da Roma per altri approdi nazionali e internazionali. Il tutto fino a giugno. Poi si vedrà. I lavori di ampliamento dello scalo, con l'inserimento nella festa dei 150 anni dall'Unità d'Italia, ha visto l'esborso di fondi pubblici pari a 42.968.226,35 euro (di cui circa 27 statali e 17 regionali, fondi Fas). Che sommati ai passivi ripianati dai soci pubblici dell'ultimo lustro (5.342.662 euro) fanno una mole di 48.310.888,35 euro di denari della comunità andati allo scalo. Dal 2000 ad oggi, calcolando un passivo medio di un milione l'anno, si sfiora quota sessanta milioni di euro. A questo si aggiunge un milione e mezzo l'anno circa che Fondazione Carisp, Regione e Camera di commercio hanno sborsato per la promozione dei voli delle compagnie low cost, Ryanair su tutte. Una cifra che lievita se si aggiungono le opere ancillari, come strade e investimenti simili. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di venerdì 15 aprile