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Capriolo soppresso in ospedale per una zampa rotta, è battaglia legale

Roberto Minelli
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Alcuni volontari dell'associazione “Animalisti italiani Onlus” ritrovano un capriolo ferito sul ciglio di una strada, nei pressi di Perugia. Il fatto venerdì 25 marzo, intorno alle 22.30. I due ragazzi, residenti nel capoluogo umbro, si fermano subito per prestare soccorso all'animale ferito: quest'ultimo ha una zampa rotta. L'unica cosa da fare è chiamare la polizia provinciale per richiedere un pronto intervento di soccorso. Alla telefonata la Provinciale risponde dicendo di attendere il veterinario dell'Asl in arrivo da Castiglione del Lago ma, dopo due ore, del veterinario non c'è traccia. A questo punto i due volontari riprovano a richiamare la polizia provinciale, ma la risposta non è positiva: “Ora non possiamo intervenire perché abbiamo un mezzo impegnato in un incidente stradale, dovete attendere ancora”. I due ragazzi non si arrendono e provano a contattare direttamente la Asl: la situazione tuttavia è complicata, perché il veterinario senza un mezzo della Provinciale non può provvedere al soccorso dell'animale. I volontari a questo punto, dopo aver ottenuto il permesso dalla stessa Asl, recuperano il capriolo e lo portano all'ospedale veterinario di Perugia. Arrivati in ospedale si apprende subito dell'assenza di un medico chirurgo in grado di operare la zampa del capriolo. L'operazione potrebbe avvenire solo dopo 4-5 giorni, con il ritorno del chirurgo dalle festività pasquali. Da segnalare il fatto che anche in caso di amputazione della zampa, il capriolo potrebbe continuare a vivere in un Centro di recupero a spese dell'associazione “Animalisti italiani Onlus”. L'animale viene quindi ricoverato. La mattina successiva per i volontari l'amara sorpresa: il capriolo è stato soppresso senza una reale motivazione valida, se non per una zampa rotta. L'associazione “Animalisti italiani Onlus” si è quindi rivolta al suo legale, l'avvocato Consiglia Fabbrocini, per accertare tutte le responsabilità del caso. “Un capriolo non può essere lasciato morire per un arto fratturato – ha dichiarato Walter Caporale, presidente di “Animalisti italiani Onlus” - qualcuno deve pagare per le proprie negligenze”.