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Tagliate le ali dello scalo, a Roma solo in autobus

Alessandro Antonini
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Chiamatela Ali-taglia. Ma se lo fa ha le sue valide ragioni. Dal 15 aprile l'ex compagnia di bandiera è, quindi, decisa a sforbiciare definitivamente la tratta Roma-Perugia. Con buona pace della Regione, che ancora spera in un'inversione di rotta (LEGGI L'ARTICOLO). I biglietti sono ancora in vendita dopo il 10 aprile (prima c'è il blocco delle prenotazioni a partire dal giorno 1), ma solo perché, come fanno molte compagnie quando sopprimono una tratta, Alitalia preferisce tenersi i clienti - e non rimborsarli. Compresi coloro che hanno già prenotato i voli a distanza di settimane. Poi, può sempre accadere il miracolo (comunque improbabile) che le richieste finalmente decollino. Per cui, formalmente, le prenotazioni restano “open”, ma i voli - così come finora li abbiamo visti decollare e atterrare (ovvero con gli Atr 72 di Etihad e 3 volte al giorno in andata e 3 sulla rotta del ritorno) non ci saranno più. A sostituirli, intanto, arrivano i bus e forse anche qualche volo speciale nei giorni di maggiore richiesta, in un piano di “riprotezione” con il quale Alitalia vuole tutelare i viaggiatori garantendo orari e servizi. Per il resto a meno che dall'Umbria non arrivi una bella manciata di soldi - come il milione e mezzo che secondo notizie mai smentite veniva garantito a Ryanair - il volo capitolino è destinato a scomparire. Perché, dice Alitalia senza mezzi termini, non guadagna. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria del 26 marzo (CLICCA QUI)