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L'ambulanza che divide: confronto tra i due sindaci

Roberto Minelli
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C'è un'ambulanza a dividere due Comuni. La richiesta dei dati sull'utilizzo del presidio del 118 presso l'ex ospedale di Gubbio non fa solo discutere, ma ha scatenato una polemica feroce a cui hanno fatto seguito precisazioni e bacchettate. Tutto nasce dalla volontà del sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti di saperne di più sul funzionamento del servizio. Per la precisione di avere numeri sull'utilizzo per valutare, sottinteso, l'utilità del mantenimento del presidio. Il tutto a seguito della mobilitazione a Gubbio in difesa di un servizio considerato fondamentale vista la distanza di alcune frazioni dall'ospedale di Branca. Le parole pronunciate in consiglio comunale aperto da Presciutti e la successiva puntualizzazione hanno però ulteriormente acceso gli animi. “Mi sembra una cosa banale - spiega Presciutti -. Ho chiesto una verifica, se i numeri giustificheranno la presenza dell'ambulanza o che addirittura ce ne vogliono due firmerò perché si potenzi il servizio. Se i numeri dicono il contrario allora è giusto portarla a Branca. E' un discorso di numeri e risorse economiche, non di campanile. Anche Gualdo ha frazioni che distano quasi un'ora dall'ospedale e questo non giustifica il presidio”. C'è chi dice che dietro ci sono altre logiche, oltre i numeri... “Dietro non c'è nulla. C'è la semplice richiesta di un amministratore di sapere come vengono spesi i soldi pubblici. Se quel servizio serve allora bene, ma non posso sentirmi dire che non mi devo occupare di quanto succede in un altro territorio. A suo tempo si è scelto di fare un unico ospedale, vuol dire che bisogna condividere tutto. Ho detto pubblicamente questo, alla presenza del vicesindaco di Gubbio: avevo dati non ufficiali ma se sono veri significa che i numeri non giustificano il servizio”. La risposta quando arriverà? “Spero presto, e si vedrà allora se il servizio va potenziato o se è meglio mettere a disposizione dell'ospedale un'altra ambulanza”. Sul fronte eugubino il sindaco Filippo Stirati tende la mano: “Non capisco perché si continui ad alimentare questa polemica che pare avere altri risvolti. Ci siamo confrontati come consiglio comunale, a breve mi incontrerò con Casciari. Ma sul 118, anche sulla spinta dei cittadini, non ci sono dubbi. Per noi è un presidio da salvaguardare visto che ci sono frazioni che distano più di un'ora dalla città. Che faremo? Spero si possa trattare la questione in maniera serena. Con il sindaco Presciutti ancora non mi sono confrontato nello specifico sulla sanità, ma lo faremo, abbiamo azioni comuni su tanti fronti. Spero si possa uscire da questo atteggiamento che sembra tendere alla polemica fine a se stessa. Il 118 resterà comunque a Gubbio? “Abbiamo avuto rassicurazioni in merito e lavoreremo per questo”.