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Prima elementare a rischio, i genitori protestano

La scuola primaria di Giano dell'Umbria

Jacopo Barbarito
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Si dicono disposti a portare i propri figli anche fuori dal Comune, qualora non sia concessa loro la possibilità di iscriverli alla scuola primaria del capoluogo. Con questo deciso impegno alcuni genitori hanno avuto un incontro col dirigente dell'istituto comprensivo di Bastardo - alla presenza dell'assessore delegato Cristiana Moretti - alle prese con i numeri per la formazione delle classi prime nel territorio gianese. Alla scuola del capoluogo sono stati iscritti 6 bambini, mentre a Bastardo sono 23: i genitori vogliono una prima in ognuna delle due scuole, preside e amministrazione sarebbero più propensi a crearne due, ma entrambe a Bastardo. Decretando così, di fatto, la fine della scuola a Giano. “L'amministrazione comunale lo scorso anno aveva garantito il proprio impegno per la continuità della formazione di una classe prima per il plesso del capoluogo - tuonano i genitori - eppure da settembre sono stati aumentati lo scuolabus, la mensa e non è stato fatto nulla per incentivare o promuovere iscrizioni nel capoluogo. Qualora a settembre non ci sarà una nuova classe prima, la scuola primaria di fatto chiuderà all'inizio dell'anno scolastico 2017/2018. Noi abbiamo avuto diversi incontri in queste settimane ma tra dirigenza scolastica e amministrazione si è assistito a un rimpallo di responsabilità e compiti che, tuttavia, convergono nel creare una prima elementare a Giano. La cosa migliore sarebbe alleggerire il numero di bambini a Bastardo e formare una prima lì e una a Giano, considerando che qui c'è anche la possibilità del tempo pieno, cosa che molti genitori forse ignorano. Tant'è che abbiamo richiesto al preside e all'amministrazione di organizzare un incontro ufficiale con tutti i genitori, una sorta di “open day”, per far conoscere le attività che si tengono a Giano. Noi siamo pronti a tutto - concludono - per far sopravvivere la scuola a Giano, in quanto vogliamo che sia garantito il nostro diritto a scegliere dove iscrivere i nostri figli e che gli impegni assunti dalla stessa amministrazione comunale vengano mantenuti”.