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Codice della strada, 6.000 violazioni nel 2015: i dati della Municipale

La comandante della polizia municipale Alberti con l'assessore Secondi

Roberto Minelli
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Circa seimila violazioni al codice della strada (in netta diminuzione rispetto agli anni precedenti), 139 incidenti stradali rilevati e gestiti (con due decessi), 120 violazioni di carattere ambientale, prevalentemente relative a rifiuti e raccolta differenziata. “Giro di vite” sui permessi per parcheggi riservati, con tanto di evidente e colorata segnaletica, ai portatori di handicap: 35 quelli ritirati per uso indebito a possessori che non ne avevano diritto, di cui 10 con denuncia all'autorità giudiziaria. Oltre 2.500 accertamenti di residenza di cui 250 per controllo su benefici pensionistici (invalidità) o socio-sanitari. E' questo in sintesi il 2015 della polizia municipale del comune di Città di Castello, che, da oltre un anno è dislocata su due sedi diverse, in via XI settembre nel quartiere San Giacomo e presso il Loggiato Gildoni in pieno centro storico dopo il cambio con l'ufficio informazioni turistiche. Oltre alle numerose funzioni di carattere informativo ed amministrativo (rilascio permessi, controlli su strutture residenziali, ricettive e commerciali, ecc..) gli agenti della polizia municipale (19, complessivamente in servizio), coordinati dalla comandante, Luisella Alberti e dal vicecomandante, Graziano Fiorucci, hanno gestito con ottimi risultati l'attività, sempre crescente, della sezione relativa agli oggetti smarriti o rinvenuti, che, nel corso del 2015 ha registrato un curioso incremento di telefoni cellulari, anche di ultima generazione, ben tredici (uno al mese in pratica) più un tablet perfettamente funzionante, accanto alle tradizionali biciclette, mazzi di chiavi (due scatoloni colmi), monili vari, borse e zainetti. Codice civile alla mano e legislazione vigente in corso, tutti gli oggetti smarriti o ritrovati e consegnati da eventuali “ritrovatori” al corpo di polizia municipale, restano in custodia sotto scorta fino al termine di un anno, un mese ed un giorno dalla data del ritrovamento. Trascorso quel periodo, se il legittimo proprietario non si è nel frattempo presentato, chi ha ritrovato l'oggetto, esibendo documenti e apposita ricevuta ne consegue la proprietà definitiva. La comandante, Luisella Alberti ha poi citato un caso alquanto curioso ed emblematico di onestà e senso civico: “Un professionista tifernate qualche giorno fa aveva dimenticato in un luogo pubblico il proprio “zainetto” contenente documenti di identità, strumenti di lavoro e denaro in contante per quasi duemila euro. E' stato ritrovato da un cittadino che ce l'ha riconsegnato e dopo qualche giorno siamo riusciti a restituirlo al legittimo proprietario che non ha esitato a ricompensarlo al di là degli obblighi di legge”.