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Emergenza scoiattoli grigi, ecco il piano per eliminarli

Roberto Minelli
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Chissà se le migliaia di perugini che sbuffano lungo il percorso verde di Pian di Massiano si accorgono delle contraddizioni ambientali che il polmone cittadino riserva loro. Dei grossi scoiattoli che sfrecciano lungo i prati o delle nutrie che razzolano fuori dal recinto lacustre. Quando mai si erano visti scoiattoli così grandi e intraprendenti e nutrie esenti da qualsiasi senso di minaccia? A questo proposito pochi sanno che la Provincia di Arezzo è stata multata con 4 milioni di euro per la colpevole proliferazione delle nutrie, con la conseguente devastazione degli argini della zona industriale. Destino più amaro potrebbe toccare alle istituzioni perugine per la crescita incontrollata degli scoiattoli americani, o grigi. Sono loro a sfrecciare sull'erba, al contrario dei nostri scoiattoli rossi, inclini a migrare saltando da una chioma all'altra, portandosi appresso provvidenziali dispense di semi, indispensabili per mantenere in salute le nostre aree boschive. Scoiattoli rossi ridotti alla fame per la convivenza forzata con i loro famelici parenti. Piero Genovesi, ricercatore dell'Ispra, è una delle voci più autorevoli in campo internazionale sui danni prodotti dall'immissione delle specie aliene. A lui tocca il compito di coordinare il progetto "U-Savereds" per la cattura e l'eliminazione degli scoiattoli grigi presenti nella zona della Città della Domenica e dintorni. Ma sono davvero tanti gli esemplari grigi presenti nel Perugino? "Fortunatamente no - afferma Genovesi - siamo a qualche migliaia. Ecco perché è ancora possibile intervenire, purché lo si faccia con rapidità". Ma se il "grigio" è così invasivo non basterà decimarlo, va eliminato come fosse una derattizzazione? "Esatto - aggiunge ancora Genovesi - anche se ai topi va peggio, dato che si interviene col veleno. Qui si pratica un'eutanasia indolore, preservando alcuni esemplari attraverso la sterilizzazione".