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Incontro Cucinelli-sindaci sul Trasimeno: "Il lago deve unire"

Il segretario comprensoriale del Pd Sandro Pasquali

Al. Gue.
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L'incontro che Brunello Cucinelli ha avuto qualche giorno fa con i sindaci del Trasimeno per parlare della custodia di questo territorio, ha sollevato diverse riflessioni. Positivi i commenti che provengono dal Partito Democratico che attraverso le parole di Sandro Pasquali, segretario comprensoriale del Trasimeno lo giudica “interessante e di qualità perché il Trasimeno ne esce come interlocutore “vivo” dal punto di vista politico-istituzionale. Un'area complessa e affascinante, non secondaria ad altre aree regionali, strategicamente centrale nel dibattito verso l'Italia mediana”. Pasquali sulla scia del pensiero espresso da Cucinelli, crede che il Trasimeno “necessiti di un salto di qualità che passa attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e sociale”. Secondo il segretario il lago deve essere uno specchio d'acqua che unisce e non divide “tesoro ambientale con i suoi centri storici da custodire e difendere. Non possiamo fermarci a governare il presente, ma è auspicabile, come quanto espresso nella mattinata di sabato, progettare il futuro per i prossimi 50 o 100 anni”. Ma qual è la ricetta per farlo? Pasquali considera il dialogo elemento fondamentale di questo percorso, un dialogo che sia “costruttivo e che coinvolga cittadini, istituzioni e imprese. Una visione collettiva che tenga conto di ciò che abbiamo. Ho letto con interesse l'intervento dell'ex sindaco Bruno Dini e da passignanese innamorato del proprio paese aggiungo che – dice Pasquali - se una relazione tra l'iniziativa di sabato e le questioni pratiche amministrative territoriali esiste, non è azzardato parlare dell'area ex-Sai. Il messaggio di Dini, unitamente al dibattito positivo aperto da Claudio Bellaveglia con il suo libro, punta a salvare e riqualificare il territorio secondo nuove concezioni legate proprio alle logiche di bellezza e all'interno di questo ampio dibattito si potrebbe inserire quel “risarcimento” che spetta a Passignano e ai passignanesi, da quando la Sai ha chiuso i battenti”.