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Piatto di Sant'Antonio, cittadini indignati contro gli animalisti

I Priori Serventi per il Piatto di Sant'Antonio

Stefano Berti
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È dura la reazione dei cittadini angelani, dopo le frasi di Lorenzo Croce, presidente Aidaa, contro una tradizione che si tramanda da oltre 100 anni. In tantissimi hanno voluto esprimere la propria indignazione soprattutto sui social. "Parlare senza sapere è inopportuno. Il Piatto di Sant'Antonio Abate è una tradizione lunga almeno un secolo e mezzo, se non più - ha affermato Luca Truffarelli, portavoce dell'Associazione Sei di Santa Maria degli Angeli se, e cittadino doc - è un voto fatto al santo protettore degli animali per aver salvato degli animali, nel caso specifico dei cavalli; un pranzo della tradizione contadina offerto ai poveri del paese in segno di riconoscenza, una Festa per grandi e bambini che portano i propri animali, cani, gatti, criceti, uccellini e quant'altro, in piazza per la tradizionale benedizione. Tutta questa gente ama gli animali, come il sottoscritto, non per questo è vegetariana, né obbliga gli altri ad esserlo. Il menù del piatto è immutato e immutabile, fa parte della nostra cultura, della nostra tradizione".