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L'attesa di un nuovo anno

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Laura Dalla Ragione
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Niente accade subito. Ogni cosa si prepara a lungo, ci ricorda lo scrittore Angelo Maria Ripellino. Non esiste esperienza umana che non si accompagni alla presenza del tempo, un tempo diverso dal tempo geometrico, quello della clessidra, ma piuttosto un tempo interiore, intimo, uno sguardo sul come vivere il tempo. Da come viviamo il tempo si delineano molte cose: la nostra vita di relazione, il rapporto con la speranza, l'apertura o la chiusura al mondo. L'attesa fa parte di una delle dimensioni fondamentali del vivere, senza questo spazio di tempo interiore, potremmo dire di “tempo dentro lo scorrere del tempo”, non avverrebbe cambiamento, fiducia, alleanza, guarigione. Abbiamo bisogno di tempo per entrare nei rapporti umani, abbiamo bisogno di tempo per guarire, abbiamo bisogno di tempo per superare un dolore, una prova, una crisi. In ogni percorso esistenziale c'è bisogno di un atto di fiducia; bisogna che tutti abitino la terra di nessuno dell'attesa, per poter intravedere il nuovo, per poter costruire un cambiamento . Come esseri umani siamo sempre attesi o attendiamo. Possiamo disattendere, possiamo tradire, eppure l'attesa più grande è quella di noi stessi. Possiamo viaggiare il mondo e provare meraviglia di ciò che incontriamo di nuovo e possiamo anche non incontrarci mai. Quante e quali sono le attese che vivono in noi? Sappiamo attendere con dolcezza, con fiducia, con rabbia, con rimpianto, con speranza, senza speranza, da tutto questo dipende la nostra fiducia verso la vita. La solitudine e l'angoscia sono spesso figlie dell'impazienza, il non sapersi raccogliere in uno spazio mentale ancora “apparentemente” vuoto, aver fretta di vedere l'opera compiuta, il quadro delineato, il destino allineato. Mai giudicare, ammoniva Shakespeare, la vita di un uomo o la propria, fino all'ultimo giorno della propria vita. Ogni vita cresce intorno ad un centro, scoprirlo è una delle grandi attese della vita. Molti preferiscono coprire quel non ancora, alcuni, i sognatori, viaggiatori dell'anima si abbandonano ad un'attesa che li sappia custodire per realizzare la propria vita. Ci sono notti che non finiscono mai, scriveva Alda Merini. Educarci a restare vigili, fiduciosi, senza angoscia, aspettando l'alba, è uno dei misteri e dei segreti della nostra esistenza. A tutti davvero l'augurio di un buon anno.  Psichiatra e psicoterapeuta [email protected]