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Mercato a Pian di Massiano, pochi affari e tante lamentele

Sabrina Busiri Vici
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“Signora, mi creda, ogni persona che passa mi dice quanta è bella questa maglia: è un affare”. “Ma se è ancora qua, vuol dire che non se la prende nessuno”. Ore 10,30, sabato 12 dicembre, mercato di Pian di Massiano, Perugia, il periodo buono per gli acquisti di Natale, dunque, tant'è che l'amministrazione ha prolungato l'orario di apertura delle bancarelle dalle 13 alle 20. La gente è tanta, c'è un viavai continuo, tutto si muove velocemente, eppure ad andare a rilento sono proprio gli affari. Nessuno compra, in tanti guardano. E i capi restano appesi. Stefania, è una commerciante nata: ha un negozio in provincia di Perugia e da anni gestisce il suo banco a Pian di Massiano di moda italiana al “centopercento”, ormai una rarità. Lei ci tiene molto a quel marchio e lo fa notare con orgoglio: “I miei sono capi di qualità - sottolinea - non una delle tante schifezze che ormai riempiono il mercato”. La donna gira lo sguardo e mostra con la mano il susseguirsi continuo di prodotti a 1 euro, profumeria, maglieria, calze, reggiseni. “Ormai Pian di Massiano è un mercato che si è sporcato - si sfoga Stefania -, la gente viene solo per comprare robaccia di non si sa quale provenienza. E a noi, gente seria, non resta che stare qui a passare l'aria e a fine giornata non copriamo i costi. E, poi, come se non bastasse, ci mancano pure alcuni capi. Sì, perché anche il sistema di vigilanza è inesistente. Insomma, non va per niente bene: in circa sei anni anni ho visto calare gli affari di oltre il 60%: prima eravamo in quattro a servire, ora basto e avanzo solo io”. Si va oltre. E tra distese di guanti di lana con disegnati i fiocchi di neve e stand di porchetta, la gente si accalca sopra un mega stand con l'insegna “Rimanenze negozio”, non si sa quale negozio e neppure che tipo di rimanenze, ma sono in tanti a spulciare i capi che vanno da un minimo di 3 a un massimo di 20 euro. In cassa c'è Luigi, di Bari, e a lavorare a con lui ci sono due “colleghi”. Sembra che gli affari tirino per Luigi. Eppure: “Per carità è stato un calo continuo - dice -. Veniamo a Pian di Massiano da cinque anni, ma abbiamo visto scendere di oltre il 30% le vendite, si fa fatica. A rovinarci sono anche i centri commerciali”. E prosegue: “Qui il lavoro è duro e poi nessuno controlla ed è facile veder sparire la merce”. Luigi si lamenta, ma almeno a vederlo oggi non ce la fa neppure a finire il discorso per gli scontrini che riesce a fare. Frequentatissimi, almeno la mattina, sono i banchi di frutta e verdura. “Non so se staremo fino alle 20, non ci interessa l'orario prolungato, ma la gente c'è, meno di una volta, ma c'è”. Ornella è una ragazza, straniera, vive a Castiglione del Lago, e ha un grande banco con casse di spinaci a 5 euro, clementini a 5 euro per 4 chili, e tanto altro. A comprare da lei ci vanno anche i commercianti dei banchi vicini perché i prodotti sono freschi e lei, per dare un tocco natalizio in più, serve i suoi clienti con il berretto da Babbo Natale. Ad aiutarla c'è un uomo, probabilmente il fidanzato, o marito che preferisce continuare a servire, “altrimenti la gente aspetta”. Ma lei coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Paghiamo, anche parecchio, per questo spazio - si lamenta -, ma almeno lo trovassimo pulito. Arriviamo ed è tutto sporco, nessuno pulisce. E per noi commercianti di generi alimentari questo proprio non va bene, lo faccia sapere come ci trattano". Eppure alla signora Ada il mercato di Pian di Massiano piace: lei arriva con il minimetrò la mattina, fa il suo giro, vede gente. Non si sente sola. E si ricorda di quando andava in piazza con la mamma da piccola. Ada non ha buste. Ma non perde un sabato a Pian di Massiano.