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Centro ittiogenico, nuova gestione e futuro da definire

Alice Guerrini
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Da 30 anni si occupa del ripopolamento del Trasimeno tramite la produzione di specie come il luccio italico, la carpa e la tinca. E' il Centro ittiogenico di Sant'Arcangelo, una realtà che al lago ha fatto la storia e che ora purtroppo naviga in acque quanto mai incerte. A novembre, in particolare giovedì mattina, come accade da anni, il Centro seminerà carpe e tinche prodotte nel corso del 2015, ma continuerà a farlo anche in futuro? Forse. Perché il Centro non sarà più gestito dalla Provincia di Perugia, ma dalla Regione Umbria e i tempi legati al passaggio e assestamento preoccupano perché: “L'impianto – commenta Mauro Natali, responsabile del Centro da 29 anni -, ha esigenze strutturali specifiche e l'incertezza legata alle modalità di questa nuova gestione non faciliterà le operazioni nei mesi a seguire” che per il Trasimeno sono invece fondamentali sia per contribuire a mantenere l'equilibrio ambientale tra le specie ittiche sia per la sua economia, fortemente legata alla pesca di professione. L'attività svolta dal Centro è a ciclo completo e prevede la produzione con deposizione naturale o tramite fecondazione artificiale di uova e quindi di avannotti che vengono cresciuti fino alla taglia richiesta. In un contesto economico di forte ripresa, vedi per esempio l'eccellenza legata alla Cooperativa pescatori del Trasimeno, il lavoro di immissione del Centro è fondamentale: nel 2014 la struttura ha prodotto e immesso nel lago 190mila lucci, 163mila carpe e 774mila tinche per un totale di circa un milione e 200mila avannotti. Numeri che fanno riflettere sull'importanza di questa realtà che da anni svolge anche un'attività di monitoraggio delle specie ittiche di tutto il territorio provinciale e di ricerca e sperimentazione nel settore dell'acquacoltura e della pesca di professione. I ripopolamenti sono passaggi fondamentali, come la regolarità nel farli nei momenti giusti: “Un ipotetico stop anche solo momentaneo delle immissioni – spiega Mauro Natali – potrebbe avere effetti negativi per esempio su specie invece fondamentali per il lago come il luccio che svolge il ruolo di regolatore e selezionatore nei confronti delle altre specie ittiche, impedendo un'eccessiva espansione di alcune popolazioni”. Una realtà con i suoi dipendenti che non può andare dispersa, ma anzi che andrebbe valorizzata e incrementata visto che le sue attività rivestono un ruolo fondamentale anche in relazione all'economia del territorio sempre più legata alla pesca, attività riscoperta e in forte crescita.