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Gesenu, spuntano nuove foto e intercettazioni

Alessandro Antonini
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E' un'annotazione di polizia giudiziaria. E' del 22 settembre scorso e fa seguito ad una serie di “appunti” del 19 agosto e 1 settembre figli di un monitoraggio svolto a cavallo tra il 24 giugno all'11 luglio 2015. La tesi è semplice: i rifiuti differenziati a Ponte Rio venivano rimessi tutti insieme. Stavolta al centro c'è la discarica di Borgogiglione. L'atto è di primaria rilevanza in quanto “apre”, con una nota, ad una serie di intercettazioni che formano la seconda parte, ancora non depositata, dell'indagine - fatta di audio e foto - della procura. Il problema è noto: “Gran parte della frazione organica dei rifiuti solidi urbani non biostabilizzata - scrive il nucleo investigativo del corpo forestale - viene smaltita illecitamente nella discarica cosiddetta ‘tradizionale' invece di essere inviata al preventivo trattamento, di biostabilizzazione appunto, nella parte di discarica ‘bioreattore' vanificando di fatto anche la precedente separazione della frazione secca effettuata nell'impianto di trattamento Gesenu di Ponte Rio”. Ma quant'è questa “gran parte”?. L'intercettazione - “Almeno la metà dei carichi - è scritto nell'annotazione di cui sopra - stando a quanto riferito anche dallo stesso Rotondi (Luca, dipendente Tsa) nella conversazione numero 10506 dell'8 agosto 2015 nell'ufficio dell'ingegner Sassaroli, annotazione del 19 agosto 2015 pagina 12”. Gli scarichi dei rifiuti contenenti sostanza organica (più scuri) e quelli secchi pressati (di colore più chiaro) sono stati fotografati e per gli investigatori è evidente che finivano nello stesso identico luogo. Acquisiti anche i formulari di identificazione dei rifiuti relativi al trasporto in uscita dall'impianto di selezione di Ponte Rio per il periodo corrispondente alle osservazioni in questione. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di martedì 17 novembre (CLICCA QUI)