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"Aeronautica sul Trasimeno", in un libro la storia della Sai Ambrosini

Alice Guerrini
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Un libro per riportare alla luce un ricordo che non può andare disperso: quello della Sai Ambrosini che a Passignano, nel ventesimo secolo, ha determinato un lungo periodo di benessere e sufficienza economica. A renderle omaggio è il libro scritto da Claudio Bellaveglia “Aeronautica sul Trasimeno: storia della Sai Ambrosini di Passignano”. Il testo è stato presentato nella veranda del bar “Gran Caffè”, in occasione della manifestazione “Oliamo” nello spazio “Il Caffè letterario” dell'Isola del Libro. Ad aprire il pomeriggio, coordinato dal giornalista Riccardo Marioni, i saluti di Italo Marri. “Ho deciso di scrivere questo libro – ha commentato Claudio Bellaveglia -, per evitare che cada in oblio la parte più importante della storia recente di Passignano: quella che ha incrociato la fase iniziale dell'aviazione italiana, attraverso la scuola Allievi piloti di Idrovolanti dell'esercito e attraverso la produzione aeronautica della Sai”. C'è poi da dire che la sua pubblicazione anticipa anche due importanti anniversari che Passignano festeggerà nel 2016: il centenario delle attività aeronautiche dell'area ex Sai e il 150esimo anno dall'inaugurazione della stazione ferroviaria. Ma Bellaveglia, sindaco di Passignano per tanti anni e attuale assessore alla cultura, non nasconde anche il terzo motivo che lo ha spinto a scrivere il libro: ossia la voglia di far “riflettere, approfondire e passare in rassegna le tante assemblee, delibere, consigli comunali che nel tempo sono stati dedicati al tentativo di riqualificazione ambientale e urbanistica dell'area”. “Aeronautica sul Trasimeno: storia della Sai Ambrosini di Passignano” accende fiammelle di luce nel grigiore del passato, descrivendo la Passignano dei primi anni del Novecento e la nascita e crescita del turismo. Poi l'inchiostro scivola via e arriva a descrivere il fenomeno Sai in relazione alla caratteristica del comune lacustre come “luogo del moto” per poi chiudere con la parte dedicata ai vari tentativi da parte dell'amministrazione passignanese di riqualificare la zona, ma che purtroppo a causa di numerosi fattori di ritardo, hanno avuto sempre esito negativo. Fatto sta che l'area dell'ex Sai è ormai un vecchio e silenzioso “cimitero industriale”, un “gigante buono” che tanto ha rappresentato per Passignano, ora malconcio e abbandonato, ma che grazie a questo libro, se non altro la sua storia, ha il riconoscimento che merita.