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Non paga bolletta per protesta: assolto dirigente che gli staccò l'utenza

Roberto Minelli
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La sua era stata una forma di disobbedienza civile contro la privatizzazione del servizio idrico - passato dagli enti locali al neonato Sii - e il conseguente aumento delle tariffe a carico dei cittadini. Un punto di vista ideologico, quello di un cittadino di Orvieto, che di punto in bianco lo aveva spinto a non pagare più le bollette dell'acqua ritenendole un balzello ingiusto e immotivato. Di fronte allo stato di morosità, l'azienda aveva proceduto con avvisi e diffide, fino a quando una mattina due operai, con polizia al seguito, avevano raggiunto il condominio dove l'uomo vive con la famiglia, chiudendo il contatore e la fornitura idrica. La risposta dell'utente ribelle era stata una denuncia in procura per varie ipotesi di reato che aveva portato al processo di fronte al giudice monocratico di Orvieto, concluso nel giugno del 2008 con la condanna dell'ex direttore generale del Sii - Mauro Latini - a 100 euro di multa per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Una decisione che è stata ribaltata completamente dalla Corte di appello di Perugia che ha assolto l'ex dg per non aver commesso il fatto. Quest'ultimo, attraverso l'avvocato Enrico De Luca, del Foro di Terni, si è sempre difeso sostenendo come l'azienda avesse rispettato la legge vigente in tutte le procedure applicate nei confronti del cittadino moroso che, a sua volta, ha contestato il merito e le modalità del distacco. Per l'uomo, infatti, gli operai non sarebbero potuti mai accedere all'interno di un'area privata senza preavviso, lasciando lui e la sua famiglia - tre persone in tutto - all'asciutto per diversi mesi. Non la pensano così, evidentemente, i giudici della Corte d'appello che hanno emesso la sentenza di assoluzione piena. "L'ipotetico reato era prescritto - afferma al riguardo l'avvocato De Luca - ma abbiamo insistito per ottenere una sentenza favorevole. A prescindere dalla posizione del mio assistito, un'eventuale conferma di quanto deciso dal giudice monocratico nel corso del 2008, avrebbe sicuramente creato un precedente pericoloso in termini di libero arbitrio. Una motivazione di tipo ideologico non può giustificare il mancato rispetto delle regole, rappresentate in questo caso dal pagamento regolare della bolletta per l'acqua utilizzata".