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Chiesa di san Biagio a rischio, preoccupa crollo di parte del tetto

Roberto Minelli
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A Todi, in uno dei borghi più suggestivi delle campagne umbre, Petroro, si trova la splendida chiesa di San Biagio. Un'opera del Settecento, che il tempo e la mancanza di interventi strutturali di risanamento rischiano di cancellare dalla storia, come accade, purtroppo, a parte del patrimonio artistico-culturale del bel Paese. Un' ipotesi da scongiurare, a detta di numerosi cittadini, appassionati e operatori del turismo, che hanno voluto denunciare la necessità di un repentino intervento che salvi la struttura e la faccia tornare fruibile. Uno dei castelli più suggestivi del territorio tuderte è proprio il castello di Petroro. Il castello in questione venne fortificato nel Quattrocento dai ghibellini di Todi, in cui trovarono piacevole e sicuro asilo; proprio per questo motivo, nel 1500, fu messo a ruba dalle milizie di papa Alessandro VI. All'interno delle mura del castello è situata l'antica chiesa parrocchiale di San Biagio, risalente, secondo quanto rilevato dalla documentazione d'archivio conservata nello stato civile del Comune di Todi, al 1755, nel cui interno, ancora oggi, può essere ammirato l'affresco di Eliseo Fattorini, famoso pittore tudertino, risalente al 1855. Lo stato strutturale della chiesa, estremamente complesso da descrivere, andrebbe valutato da tecnici e professionisti degli enti preposti, con l'obiettivo di valutare la natura degli interventi da realizzare, i costi degli stessi e la possibilità di intercetta finanziamenti finalizzati a questa tipo di recuperi. Parte del lato sinistro del tetto è crollato destabilizzando l'intera struttura e rischia di comprometterla completamente. Oggi la chiesa conserva ancora una facciata, per il momento, molto stabile, a dispetto del tetto e del suo spazio interno, ma agenti atmosferici e usura non possono che peggiorare la situazione. Vanno presi provvedimenti rapidi, pertanto, prima che sia troppo tardi.