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Vuole il suo cane vicino al letto, ok dei medici: "Vantaggi terapeutici"

Roberto Minelli
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Emily è un labrador di sei mesi, il primo cane di un paziente ricoverato ad entrare nell'ospedale di Perugia per una esigenza terapeutica. E' stata la direzione sanitaria del Santa Maria della Misericordia ad accordare il permesso che il piccolo animale potesse fare compagnia a Vittoria - nome di fantasia - una ragazza di 16 anni, ricoverata da alcuni giorni nella struttura di Medicina interna e Scienze endocrine e metaboliche per disturbi del comportamento alimentare. “La paziente fin dal suo arrivo nella nostra struttura - ha spiegato il dottor Simone Pampanelli - ha espresso il desiderio di poter avere per qualche ora al giorno il cane preferito, dei tre che ha a casa. L'obiettivo che occorre individuare per questi pazienti è quello di distogliere la loro attenzione dal cibo ed impegnare così il tempo in attività che abbassano il disagio e valorizzano sentimenti di serenità e gioia. Vittoria ha tratto sicuro giovamento dalla presenza del suo animale nella sua stanza di degenza. Il suo  percorso assistenziale  sarà lungo, dovrà rimanere ricoverata per diverse settimane per poi proseguire un trattamento psicoterapeutico che potrà durare anche alcuni anni, ma la sua condizione attuale ci autorizza ad essere fiduciosi per il suo futuro”. Vittoria martedì 3 novembre si è fatta trovare pronta all'appuntamento con il suo labrador; un'accoglienza con viso sorridente, accompagnato da un filo di trucco e una gioia palpabile. “Emily mi infonde tanta serenità – le sue prime parole - sentivo la sua mancanza; per me lei è molto importante, mi aiuta a stare meglio…voglio farcela anche per lei perché l'affetto che ho per lei è ricambiato”. Vittoria risiede in Umbria e frequenta il terzo anno di scuola superiore; è la prima volta che viene ricoverata nella struttura che riserva due posti letto per patologie legate a disturbi alimentari in fase acuta. “E' bello vedere mia figlia che riesce a ricevere giovamento dalla  compagnia del suo cane. I medici hanno capito questa esigenza e li ringrazio”, ha detto la madre.