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Alberghiero, il calvario degli studenti: odissee quotidiane

L'istituto alberghiero di Assisi

Benedetta Pierotti
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Sempre più forte il coro del "vogliamo l'alberghiero": sono 62 i ragazzi eugubini che, pur di frequentare le lezioni in "Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera", a Città di Castello (47) o Assisi (15), seguire inclinazioni professionali e formare competenze, sono disposti a sacrifici: si alzano all'alba e tornano a metà pomeriggio a casa, percorrendo centinaia di chilometri per spostarsi nella regione. Da Gubbio - cambiando pullman a Umbertide - a Città di Castello e da Gubbio ad Assisi. E viceversa. Con loro i genitori, che li accompagnano e vanno a riprendere, soprattutto il sabato quando escono prima. Un "calvario - così il consigliere Mauro Salciarini (M5Stelle) ha presentato la situazione - che dovrebbe suscitare indignazione". L'istruzione è un diritto inalienabile. Purtroppo però, a causa di rinvii nell'assise regionale, la richiesta legittima delle famiglie - la ricettività turistica è un cardine dell'economia locale - di attivare l'alberghiero a Gubbio continua a saltare. E queste situazioni ne sono la conseguenza. L'intervento del M5S verteva in particolare sull'assegnazione di un rimborso per i 600 euro spesi dagli studenti che si recano a studiare a Città di Castello. Poi, inevitabilmente, la discussione si è spostata sulla lacuna dell'indirizzo per la ristorazione. L'assessore Rita Cecchetti ha ricordato che ci sono studenti che vanno anche ad Assisi e già in commissione i consiglieri di maggioranza Giovanni Menichetti e Annabella Cambiotti avevano sollevato perplessità "per non fare discriminazione". Si sono susseguiti vari interventi, tra cui Valerio Piergentili (Led) con un appello ad istituzioni e dirigenza scolastica di Città di Castello, "questi studenti rappresentano una ricchezza. Sarebbe da tentare ancora la strada dell'attivazione a Gubbio di un polo formativo per la ristorazione, o almeno una sede distaccata dell'Istituto tifernate". La via da tentare è quella di un tavolo congiunto con Regione Umbria, dirigenti scolastici e Umbria Mobilità. Strada che il sindaco Filippo Stirati sta calcando, avendo già inviato agli interessati un documento. Infine l'atto è passato all'unanimità, non tanto per il contributo in sé, quanto per principio, affinché gli eugubini abbiamo a disposizione tutte le opportunità formative per il futuro.