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Turreno, progetto di recupero da presentare entro 60 giorni

Roberto Minelli
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Una commissione comunale, ancora in via di definizione, sta per mettere mano al progetto per la ristrutturazione e il riuso del teatro Turreno dopo che la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia l'ha acquistato dalla famiglia Pascoletti e l'ha donato alla città. E' una grande occasione per Perugia per riavere finalmente in centro uno spazio adatto ai concerti dai grandi numeri, agli eventi più affollati, compresi i congressi e le convention. Negli anni passati, quando ancora era agibile, il Turreno ha ospitato decine di concerti straordinari realizzati dal Jazz Club di Perugia alla fine degli '70, Archie Shipper, Sonny Rollins, tanto per fare un esempio, e dal promoter Sergio Piazzoli, come quello di Sakamoto, Paolo Conte, Lucio Dalla e De André. Poi sono subentrate le leggi sulla sicurezza, la capienza a disposizione si è ridotta, la necessità di fare interventi costosi per ottenere l'agibilità ha convinto la proprietà a passare la mano. Così l'acropoli con a disposizione solo il Morlacchi (660 posti) e la sala dei Notari (400) posti, è oggi senza un teatro in grado di ospitare un pubblico veramente numeroso tale da poter sostenere il costo di un artista d'eccellenza. L'intenzione ora è quella, molto attesa dai perugini, di tornare con il teatro Turreno a ospitare in centro i grandi musicisti e interpreti, concerti, ma anche di avere un luogo di incontro per chi ama la musica, e di raccogliere e conservare la memoria degli eventi più prestigiosi del capoluogo, con archivi di ogni genere utili anche per la consultazione degli studiosi. Dunque, come articolare il Nuovo Turreno? Come svilupparlo? Quali consigli dare alla Commissione che dovrà entro sessanta giorni presentare un progetto di fattibilità? Il Corriere inizia da oggi a ospitare le idee e le proposte di chi il Turreno dovrà utilizzarlo, partendo proprio da Umbria Jazz, il soggetto artistico che per primo è stato indicato dalla governatrice Marini come capofila del nuovo corso di un teatro che è stato la vera storica casa dell'attività musicale e sociale della città.