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Caro libri, tante scuole sforano i limiti di spesa

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Sabrina Busiri Vici
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Al liceo classico Mariotti di Perugia in quarta ginnasio, sezione A, agli studenti è chiesto di pagare per i libri di testo 393 euro. Invece dovrebbero spenderne al massimo 335. Dal costo complessivo sono esclusi i vocabolari, altrimenti la spesa raddoppierebbe. All'Istituto tecnico commerciale Scarpellini di Foligno in 1AAFM i ragazzi quest'anno sono impegnati a una spesa di quasi 400 euro (389,90, per l'esattezza), in questo caso il tetto è di 304 euro ed è sforato per di circa 100 euro. Il limite di spesa lo stabilisce il ministero con tabelle specifiche per ogni scuola di ordine e grado e a seconda delle classi: tollerato uno sforamento del 10%. Il controllo spetta ai presidi. Ma sul mancato rispetto dei limiti fissati da Roma le procedure non sembrano particolarmente solerti. E a muoversi sono soprattutto le diverse associazioni del consumatori che puntualmente lanciano l'allarme a difesa delle famiglie. Basta scaricare dai siti delle scuole la lista dei libri per vedere prezzi sicuramente troppo elevati. All'istituto tecnico Capitini di Perugia in prima B si spendono 342,60 euro, 38 euro più del previsto. All'Istituto agrario Cassata Gattapone di Gubbio in 1A, i testi arrivano a costare 314,05 euro: dovrebbero rientrare nelle 274 euro. Quasi rispettato il limite al liceo scientifico Majorana di Orvieto dove le matricole della 1A spenderanno 329,05 (compreso il vocabolario) per arrivare in ordine al primo giorno di scuola. Il ministero in tal caso prevede la soglia massima di 320 euro. Insomma, solo 9 euro di più. E ancora avanti: all'istituto Casagrande di Terni (indirizzo enogastronomia), la soglia dei 299 euro in una classe prima viene ampiamente superata: quasi 60 euro in più. Se per le scuole secondarie di II grado stare dentro i limiti di spesa ministeriali sembra essere davvero difficile, meglio va agli studenti di prima media che dovrebbe spendere per i libri di testo, secondo quanto dice Roma, al massimo 294 euro. Anche qui nel guardare a random i diversi siti è possibile farsi un'idea dell'andamento. Alla Foscolo di Perugia l'impegno di spesa per uno studente della prima classe è di 274 euro. Alla San Paolo, sempre in prima classe, la lista arriva a un totale di 285 euro. E ancora ci siamo. Rispettato anche all'istituto Piermarini di Foligno: in prima classe la spesa è di 261,7 euro. Al Manzoni di Spoleto si arriva oltre i 300 euro mentre all'Alighieri-Pascoli di Città di Castello si riesce a risparmiare qualcosa con una spesa di poco più di 250 euro. Nel caso delle medie il prezzo medio del libro è nettamente più basso e, ovvio, la lista è ridotta. A gravare soprattutto i licei è il “peso” dei vari dizionari-vocabolari che vanno a incrementare notevolmente la spesa. Nella lista dei libri, infatti, non sono considerati ‘da acquistare' perché altrimenti il tetto imposto dal Miur sarebbe superato. Spesa ‘a parte' dunque: si va dai 65 euro per un dizionario di italiano fino ai 91 per un vocabolario di latino (liceo classico), ma il più costoso resta – 106 euro – quello di lingua greca. Per cercare la via del risparmio i consigli sono diversi e vanno dall'acquisto dell'usato, sia nei mercatini che nelle librerie ma anche online, con tutte le accortezze del caso, fino allo spendere un po' di tempo alla ricerca di facilitazioni. Ci sono iniziative per il diritto allo studio che incontrano le esigenze delle famiglie in difficoltà. Con il comodato d'uso, la scuola compra i libri di testo e li “presta” allo studente che ne fa richiesta che dovrà riconsegnarli alla fine dell'anno. I contributi che la Regione Umbria mette a disposizione alle famiglie meno abbienti per far fronte al caro-libri. E, infine, se la migliore difesa è l'attacco, un metodo per risparmiare sui libri di scuola può essere guadagnarci. Per ogni nuovo libro da comprare, infatti, c'è un libro vecchio che non si usa più e che invece potrebbe essere utile a un nuovo studente. Così, c'è risparmio per chi compra e qualche soldo in più per chi vende.