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"Cotta o cruda mai nuda", 56 stand per festival delle birre artigianali

Maria Tripepi
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È iniziata giovedì 20 agosto con il taglio del nastro in largo Carducci a Foligno la quinta edizione di "Cotta o cruda...mai nuda", pronta anche in questo 2015 a regalare quattro giorni all'insegna della birra artigianale che viene accompagnata dai piatti della cucina italiana ed internazionale. Cinquantasei gli stand all'appello che potranno soddisfare i palati di tutti. Tra operatori che ormai sono degli affezionati estimatori di Foligno e new entry, le attese sono alte. Forti anche del successo che la kermesse ha avuto negli anni passati, non ultimo quello del 2014 che ha chiuso con ben 150mila presenze. Tante le conferme, dunque, ma anche le novità, come quelle anticipate dalla presidente territoriale di Confesercenti, Cristiana Mariani. Su tutte la cucina greca e quella messicana, per la prima volta a Foligno. L'impatto per loro è stato dei migliori, come spiegato da Melvin Rayes dello stand "El Rancherito". Dominicano di origini e da quattro anni in Italia, Rayes ha sposato la tradizione gastronomica messicana e la porta in giro per l'Europa. "È la prima volta che veniamo a Foligno - dice - e come città si presenta molto bene. È bella e speriamo di ricevere una buona accoglienza in questi giorni". Burritos, nachos e tacos i piatti forti dello stand, da mangiare con la carne e da accompagnare con le salse. A pochi passi di distanza le prelibatezze greche del "Pytagiros". Dietro il bancone Valentina Drammis, origini greche ma residente in Piemonte. "Sono più di sei anni che giriamo per le feste ed i mercati europei - racconta - proponendo i piatti della tradizione greca". Su tutti la celebre moussakà, ma anche la pita gyros tra le specialità più richieste, da farcire con carne - meglio se di maiale - e da accompagnare con la salsa tzatziki. Sul menù anche piatti vegetariani e poi lo yogurt greco servito con noci e miele. Di firma ellenica anche le birre e la retzina, "un vino nato per sbaglio - spiega Valentina - un unicum greco". Ma nelle vene di "Cotta o cruda" scorre prevalentemente birra e tra le varie proposte da quest'anno ci sono anche le statunitensi. All'"Ameircan craft beer" le 75 etichette "made in Usa", di cui 14 alla spina come racconta Alessio Camilli, folignate doc a cui è stato affidato il compito di portare in città le birre d'oltreoceano. Pronte all'assaggio, quindi, birre prodotte in Louisiana, California, Georgia, North Carolina e Missouri. E ancora quelle del Maine e della Pennsylviana. Ma come detto, accanto a chi è alla sua prima volta nella piazza folignate, c'è anche chi vede nella città della Quintana una tappa fissa, come la ditta austriaca Erich Brenner tornata con i suoi bretzel dolci e salati ma anche con la zuppa di gulash, i wurstel e il grostl con i crauti. Un'offerta che si va ampliando di metro in metro. Basta girovagare un po' per trovare gli arrosticini abruzzesi o gli arancini siciliani, la paella o la carne argentina e le specialità marocchine. Ma anche le birre italiane, umbre in prima fila, o quelle belghe e tedesche.