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Bollette dell'acqua, stangata sugli utenti: aumenti del 40%

Interviene il Sii

Roberto Minelli
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Su una bolletta di 53 euro (a bimestre) l'aumento è di 23 euro. Un aumento del 43%. Una mazzata. E' una delle tante in possesso della Federconsumatori. I Comuni danno mandato a Umbra acque di recuperare il disavanzo della società aumentando le bollette. E adesso la prima rata è arrivata. 230mila bollette più salate negli Ati 1 e 2 per compensare 5.272.714 euro di investimenti pregressi (2003-2011). Già tra il 2012 e il 2013 erano stati recuperati 2.097.000 euro. Tutto parte da un disavanzo programmato di 9.368.000 euro. Dentro ci sono anche 2.009.000 euro di conguaglio del gestore a favore dei due Ati. Alla fine i 5.272.000 euro da sottrarre alle tasche degli utenti sono stati ritenuti “congrui” dai sindaci degli Ati. Le tariffe previste dal piano di ambito, deliberate dall'Ati e applicate da Umbra Acque prima del 2012, prevedevano la generazione di disavanzi nei primi anni di gestione ed il loro recupero negli anni successivi. L'importo a carico di ciascuna utenza è calcolato moltiplicando l'importo unitario di 0,1704 euro al metro cubo, applicato indistintamente a tutte le tipologie contrattuali per i consumi registrati dall'utenza nel 2012 “come da precise disposizioni dell'autorità”, si schermisce Umbra Acque. Che ha rateizzato gli importi dovuti sempre “conformemente alle disposizioni dell'autorità”. A seconda della periodicità della fatturazione, il recupero avverrà in 2, 3, 6 o 12 rate. Sul caso la citata Federconsumatori di Sandro Petruzzi ha chiesto alla giunta regionale di “verificare”. Tra le altre cose ripesca un comunicato del 15 maggio 2014, in cui Umbra Acque annunciava una “chiusura del bilancio consuntivo 2013 con 3,2 milioni di attivo”. Da dove arriva allora il “disavanzo programmato” di 3.368.000 euro? A queste domande dovranno rispondere le autorità di controllo.