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Punti nascita, si cambia: Terni potenziato, Narni chiude a settembre

Chiara Rossi
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Rivoluzione (annunciata) dei punti nascita della provincia. E' ormai ufficiale che quello dell'ospedale di Narni, chiuderà e che in provincia rimarranno solo quello di Terni e quello di Orvieto, potenziati. Secondo una delibera della Usl Umbria 2, seguendo le linee guida dettate dal Ministero della Salute che ha previsto dei parametri da seguire per mantenere aperti i servizi, il punto nascita del nosocomio narnese avrebbe dovuto chiudere i battenti già lo scorso 30 giugno. Rimarrà aperto fino al 30 settembre, quando si concluderanno i lavori di ristrutturazione ed adeguamento del punto nascita dell'ospedale Santa Maria di Terni che dovrà accogliere, a partire quindi dal prossimo autunno, il flusso di utenza derivante dalla chiusura di Narni, arrivando così a più di mille parti annui. L'ufficializzazione arriva direttamente da una delibera del direttore generale della Usl Umbria 2 Sandro Fratini, che ha così fugato ogni dubbio sulla chiusura del punto nascite dell'ospedale di Narni, annunciata ormai da tempo ed al centro di infuocate polemiche, ma smentita più volte dai politici locali che invocando serrate battaglie, hanno sempre rassicurato i cittadini sul mantenimento del servizio almeno fino alla realizzazione del nuovo ospedale comprensoriale. Fatto che poi non ha coinciso con la realtà, visto che il punto nascita chiuderà come da programma. Continua così senza sosta l'iter del protocollo operativo integrato tra l'azienda ospedaliera Santa Maria di Terni e la Usl Umbria 2, che prevede quindi, secondo quanto riportato dalla delibera. “la chiusura del punto nascita di Narni, ovvero della degenza ostetrica e neonatologica, la riqualificazione dell'ospedale di Narni con il mantenimento della struttura di ostetricia e ginecologia in attesa della riconfigurazione complessiva della rete ospedaliera del territorio di Narni- Amelia legata alla realizzazione dell'ospedale unico comprensoriale, la stabilizzazione del modello operativo a rete dei punti nascita ed il riordino dell'area funzionale omogenea tra il Santa Maria di Terni e la Usl Umbria 2 per far sì che i punti nascita di Orvieto e Spoleto (con numero di parti intorno ai 500 annui) vadano a ricostituire una struttura integrata”. Il protocollo conta anche una riqualificazione del Servizio di trasporto assistito materno (Stam) che prevede, con la chiusura del punto nascita di Narni, il trasferimento a Terni nell'unità di ostetricia e ginecologia di due dirigenti medici ginecologi e due ostetriche che andranno ad integrare la dotazione organica della struttura e l'implementazione del nuovo modello di Servizio trasporto emergenza neonatale (Sten). In questo caso, sempre a seguito della chiusura narnese verranno trasferiti all'unità neonatologica del Santa Maria due dirigenti medici pediatri e due infermieri. Stando al cronoprogramma, stilato dalla Usl Umbria 2, dopo la chiusura di Narni, oltre che a Terni, verranno trasferiti anche due ginecologi e due ostetriche al punto nascita di Foligno, un ginecologo, una ostetrica e due pediatri al nosocomio di Spoleto e altri due pediatri all'ospedale di Orvieto. Si prevede il mantenimento della struttura di ostetricia e ginecologia nel nosocomio narnese con i posti letto che passeranno da 18 a 12 e saranno attivi per le procedure di interruzione volontaria della gravidanza e per il trattamento delle patologie di interesse ginecologico prevalentemente di tipo chirurgico. E' prevista anche l'organizzazione di un “Centro Donna” in analogia a quanto fatto all'ospedale di Assisi per garantire un primo livello consultoriale ed ambulatoriale dedicato alle gestanti ed un secondo livello ospedaliero per assicurare gli approfondimenti diagnostico-terapeutici in ambito ostetrico e ginecologico. In pratica le donne in attesa potranno contare su ogni forma di assistenza all'ospedale narnese fino al parto, che però vista la chiusura del punto nascita, non potrà più avvenire. Ci sarà infine anche la chiusura dei posti letto di pediatria e la disattivazione delle culle, con garanzia di alcune attività ambulatoriali pediatriche affidate ai medici di Spoleto e Orvieto.