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Discariche, la mappa dell'inquinamento: nel mirino falde e ruscelli

Alessandro Antonini
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Le sei discariche umbre producono inquinamento. Sempre di più. La situazione negli anni non migliora nonostante il calo, in alcuni casi, dei rifiuti immagazzinati. Lo dice Arpa nel monitoraggio 2014 pubblicato martedì 16 giugno. A Belladanza raddoppiano i rifiuti in entrata (52.568 tonnellate nel 2014 contro le 25.627 del 2013). I monitoraggi delle acque sotterranee hanno confermato - sia nei pozzi vicini alla discarica in esercizio, in quelli a valle della discarica esaurita e riambientata e in quelli limitrofi ad un'ulteriore vecchia discarica - la presenza di “composti organici aromatici ed alifatici clorurati”. Un inquinamento “già rilevato - è scritto nella relazione Arpa - negli anni precedenti” e le cui cause “non sono ancora chiare”. I tecnici lavorano su 3 ipotesi. Nel corso dell'anno è stata inoltre rilevata la presenza di ammoniaca nelle acque di ruscellamento, imputabili “all'interazione con il percolato”. E' scattato un provvedimento di diffida ed è cambiata la modalità di copertura. Sono stati riscontrati “valori non ottimali per alcuni parametri sulle acque superficiali imputabili alla scarsità delle portate idriche del torrente”. A Borgogiglione le tonnellate di rifiuti passano da 161.640 tonnellate del 2013 a 125.205 del 2014. Confermata la presenza di alcuni valori anomali per ciò che riguarda le acque sotterranee, imputabili però alla “conformazione litologica dei terreni”. La valutazione di impatto acustico ha messo in evidenza il “superamento dei livelli di rumore ambientale in due punti lungo due strade di accesso alla discarica”. E' riconducibile ai “mezzi diretti o provenienti dalla discarica e in parte al restante traffico veicolare”. La discarica di Colognola che nel 2013 risulta aver ricevuto rifiuti pari a zero tonnellate, nel 2014 ha toccato quota 4.905, vede confermate le problematiche relative alle acque sotterranee, che sono risultate “interessate da un inquinamento dovuto all'interazione con il percolato della discarica”. Poiché tali acque sono costituite in realtà da accumuli idrici estremamente modesti, non definibili come vere e proprie “falde acquifere”, il fenomeno è limitato alla sola area della discarica. Valori non ottimali sulle acque superficiali, sia a monte che a valle della discarica, riconducibili alla “scarsa qualità ambientale del fosso Padule già a monte della discarica”. Senonché il percolato prodotto subisce un pretrattamento in loco e scaricato su una condotta che lo invia all'impianto di depurazione di Sant'Erasmo. Durante il mese di luglio “è stato riscontrato il superamento dei limiti di scarico per i parametri fenoli e tensioattivi totali”. Il gestore è stato oggetto di un provvedimento di diffida “per effettuare la periodica ripulitura della vasca di accumulo del percolato”. Tutto ok per i successivi controlli. Le Crete i rifiuti in termini di tonnellate passano da 99.953 a 89.339. Confermati i valori elevati di mercurio nel suolo e sedimenti nei pressi del fiume Paglia, “collegabili alla presenza in passato di attività minerarie di estrazione di cinabro (solfuro di mercurio), oggi non più attive”. Alcuni valori non ottimali sono stati inoltre rilevati sulle acque superficiali, imputabili “alla scarsa qualità ambientale del fiume Paglia già a monte della discarica”. Pietramelina ha ridotto a zero i rifiuti conferiti (nel 2013 12.536 tonnellate) nell'ambito del progetto di chiusura. Nonostante ciò il controllo ha evidenziato il “superamento dei limiti per i parametri azoto ammoniacale e azoto totale dello scarico sul torrente Mussino dell'impianto di trattamento percolato”. Il monitoraggio delle acque superficiali del torrente ha sottolineato alcuni valori non ottimali a valle della discarica, comunque al di sotto dei parametri previsti per le acque destinate alla vita dei pesci. Sant'Orsola tocca quota 18.130 tonnellate di rifiuti nel 2014, quando nel 2013 erano appena 1.665. Nel corso del 2014 si è concluso il procedimento di bonifica ed è stata rilasciata la nuova autorizzazione intergrata ambientale. I superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione rimangono “del tutto localizzati e sostanzialmente influenzati dalle caratteristiche chimico-fisiche del terreno circostante”. Resta “il travalicamento dei limiti delle acque sotterranee per i parametri solfati e fluoruri, ma anche alcuni superamenti per i parametri arsenico alluminio, boro, ferro, manganese e nichel”. Acque superficiali con valori non ottimale per la perdurante secca. Nei ruscelli “saltuarie anomalie nei valori di azoto nitroso in un punto di monitoraggio e il passaggio dei livelli di guardia per il parametro della domanda chimica di ossigeno (Cod) in un singolo campionamento”.