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Falde inquinate, torna la paura: vietato attingere dai pozzi

Sara Minciaroni
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Pozzi a rischio, scatta l'ordinanza del Comune e torna l'incubo dell'acqua inquinata come dodici anni fa. Il sindaco di Tuoro Patrizia Cerimonia ha recentemente firmato l'ordinanza “cautelativa di uso acqua attinta da pozzi a scopo potabile”. Il provvedimento sarebbe scattato in seguito a una precisa richiesta dell'Usl del 20 maggio con la quale veniva richiesto un nuovo provvedimento di sospensione degli attingimenti dai pozzi privati presenti nel raggio di 200 metri dal medesimo distributore di benzina che nel 2003 era stato individuato come origine di uno sversamento di idrocarburi. Oggi come allora la Usl ha spiegato che sono stati rilevati degli agenti inquinanti nel pozzo di una ditta, proprio a poca distanza dal distributore. Nel documento si legge che ‚”è in corso un'opera di bonifica dell'area contaminata da sversamenti di idrocarburi dall'impianto di carburanti a Tuoro sul Trasimeno (distributore ex Eni spa marchio Agip, ora TotalErg)” e che “in data 27 marzo 2003 era stata emessa ordinanza sindacale con la quale in via precauzionale si disponeva la sospensione degli attingimenti ai fini umani, successivamente revocata a seguito di una campagna di campionamenti dalla quale era emerso che non risultavano contaminati i pozzi presenti in un raggio di 200 metri dal sito”. Così è stata disposta la sospensione “immediata degli attingimenti a scopo idropotabile e umano (compresi gli annaffiamenti di orti e giardini) dai pozzi privati ubicati in un raggio inferiore ai 200 metri dal sito contaminato”. Il gruppo di minoranza “Tuoro nel cuore” ha intanto presentato sull'argomento un'interrogazione nella quale chiede chiarimenti all'amministrazione comunale. Gli interrogativi sono: in che modo intende intervenire e che strategie di supporto ha intenzione di adoperare per i cittadini coinvolti; quale è il grado di emergenza a oggi; quali sono stati i primi soccorsi prestati alla cittadinanza coinvolta; se ha pianificato delle misure preventive per arginare il disastro ambientale; se è in possesso di dati che dimostrano la totale responsabilità del distributore Total-Erg; se sta verificando la possibilità di altri siti inquinanti (sia commerciali che privati); se è stato effettuato uno specifico esame geologico sulla zona interessata e su altre zone o se sta ancora utilizzando i dati degli esami effettuati nel 2003; a che anno risale il piano di bonifica. E poi la minoranza spiega: “Considerando la gravità del problema e la legittima preoccupazione dimostrata dai riceventi l'ordinanza sopracitata, si richiede da parte dell'amministrazione un intervento di appoggio alla causa concreto ed immediato”. Il tema è molto sentito, sono decine e decine le famiglie interessate dal provvedimento il cui timore maggiore, a oggi senza alcun riscontro oggettivo, è quello di aver utilizzato acqua inquinata in questi anni. Intanto c'è chi privatamente sta facendo controllare l'acqua dei propri pozzi e nel frattempo il Comune ha invitato all'utilizzo dell'acqua pubblica.