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Ceri piccoli, grandi emozioni: una Festa da applausi

Photo Studio Gubbio

Euro Grilli
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I ceraioli più giovani hanno dato vita martedì 2 giugno a una corsa spettacolare, condita anche da numerose cadute e conclusasi con lo scavijamento di tutti e tre i Ceri nello stesso momento all'interno del chiostro della basilica di Sant'Ubaldo. Una festa che ha strappato applausi a scena aperta alle migliaia di visitatori, turisti e non presenti a Gubbio per vivere l'ultimo atto delle feste ceraiole. I tre capodieci - Pietro Vispi per il Cero di Sant'Ubaldo, Alessandro Capannelli per San Giorgio e Alessandro Farneti per Sant'Antonio - insieme al primo capitano Mattia Paciotti e al secondo capitano Simone Staccini hanno guidato la corsa in maniera esemplare, e hanno confermato una continuità di attaccamento alla festa in onore del patrono, che si tramanda di generazione in generazione, non teme la concorrenza del tempo, facendo sì che la Festa dei Ceri viva dal 1160. Corsa bellissima I Ceri piccoli hanno ripetuto il percorso dei grandi e dei mezzani. Dopo l'alzata e le girate della mattina, e poi la “mostra”, hanno ripreso alle 18 la folle corsa. Prima l'alzatella, poi il corso Garibaldi, i Meli. Quindi la sosta prima della Calata dei Ferranti, la Salara, San Francesco, “la farmacia”, 'l Buco de Didà, i Vecchi, la piazza de San Martino, 'l Ponte e via dei Consoli. L'arrivo in piazza Grande, quindi la sosta e poi la ripresa con le tre girate della sera, via XX Settembre e i due buchetti. L'ultima sosta prima dell'attacco al monte e quindi l'arrivo in basilica. Scavijati insieme Il Cero di Sant'Ubaldo ha chiuso la porta con un buon margine di vantaggio su San Giorgio e Sant'Antonio. Ma dopo aver fatto tre girate nel chiostro ha riaperto e ha fatto entrare gli altri due Ceri che hanno rifatto le girate insieme, si sono scambiati gli inchini e tutti e tre insieme hanno scavijato prima di rientrare nella casa del patrono, Ubaldo Baldassini Vescovo Santo. Il tutto tra l'applauso del popolo eugubino che, a eccezione dei Ceri mezzani, quest'anno ha visto scavijare insieme sia i Ceri grandi che i piccoli. Il ritorno in città Dopo le 20,30 è iniziata la discesa dei Santi in città. Le tre statuette sono state riportate sulla barella lungo gli stradoni del monte Ingino fino in città, mentre i ceraioli, piccoli e grandi hanno cantato “O lume della fede”, il canto dedicato a Sant'Ubaldo. Alla fine della giornata nelle taverne i piccoli ceraioli hanno fatto festa, felici e soddisfatti di aver vissuto da protagonisti la Festa in un clima di grande entusiasmo, di grande competitività fino alla basilica, dove tutti insieme hanno salutato il corpo incorrotto di Ubaldo Baldassini.