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Asili nido, proteste per i tagli: via a raccolta firme

Chiara Fabrizi
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Gruppo Facebook e raccolta firme per dire no a ulteriori esternalizzazioni dei nidi comunali in favore delle cooperative, ma anche scongiurare nuovi tagli sui posti disponibili nei tre asili. Resta alta l'attenzione delle famiglie di Spoleto intorno al futuro del servizio riservato ai bimbi fino a 3 anni che, già a partire da settembre, subirà un ridimensionamento dell'offerta a seguito dalla delibera di giunta con cui è stata soppressa la sezione lattanti, cioè riservata a piccoli fino a un anno di età, del nido di Villa Redenta. La sforbiciata sulla ricettività delle tre strutture comunali, quella di San Giacomo dallo scorso anno è gestita dalla cooperativa Il Cerchio, ha ridotto i posti da 110 a 98, di cui 49 quelli effettivamente disponibili per nuove iscrizioni, così come previsto dal bando pubblicato lunedì scorso dal Comune e in scadenza il 15 giugno. A causare il taglio della sezione che fino a oggi ha ospitato 12 bimbi il mancato rispetto da parte del Comune dei tempi di pagamento dei fornitori (60 giorni) che per legge comporta, a titolo di sanzione, il divieto di assunzione valido anche per le maestre dei nidi, oggi ad organico risicatissimo contando appena 16 unità. Per settembre il rischio, in sintesi, era quello di confermare i 110 posti salvo poi trovarsi, tra pensionamenti e richieste di mobilità, a non poter accogliere i bimbi per carenza di personale. Uno scenario che, considerate le criticità economiche finanziarie di Palazzo, non sembra destinato a essere spazzato via nei prossimi mesi. Per questo le mamme e i papà sono pronti a inviare al sindaco Fabrizio Cardarelli e alla giunta un appello “contro lo smantellamento dei asili nidi comunali” in fase di sottoscrizione e disponibile nella pagina Facebook “Spoleto per i bambini”. Nel documento si legge: “Temiamo che la mancata attivazione della sezione lattanti sia un nuovo passo verso lo smantellamento dei nidi, un servizio di qualità ed efficiente che rappresenta un patrimonio della nostra comunità. Nel momento di scegliere come spendere i soldi pubblici - viene stigmatizzato - l'amministrazione mostra un totale disinteresse nei confronti di quei cittadini di cui dovrebbe avere maggior cura, i bambini”. Sul taglio dei posti è intervenuto anche il sindaco: “Non c'è alcuna volontà politica - ha detto - siamo cattivi pagatori e non possiamo assumere maestre, c'è una legge e la dobbiamo rispettare”.