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Sanità, intramoenia ko: è crollo verticale

Alessandro Antonini
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Prestazioni intramoenia a picco. La libera professione in Umbria è in caduta libera. Anche per il 2014 l'ufficio statistica della direzione sanità ha certificato un ulteriore calo. Le prestazioni nel 2012 infatti - con il superticket in vigore - sono state 102mila. Nel 2013, con la sospensione dopo la prima sentenza del Tar (poi ribaltata dal consiglio di Stato), senza dunque il balzello del 29%, le medesime prestazioni sono scese a quota 100mila. Il fatturato sprofonda di un milione e mezzo. La tendenza è ancora più negativa se si va indietro di un altro anno e si valutano gli “utili” dei singoli professionisti e delle aziende sanitarie. Risultano diminuiti i ricavi e i guadagni sia per le strutture sia per i medici. In particolare la spesa intramoenia in Umbria dal 2011 al 2012 - secondo il dossier del ministero della Salute - è passata dal 17,6 euro procapite al 15,8 (la media nazionale è di 20,7 euro). I ricavi complessivi passano da 15.646.000 euro a 13.936.000, e il guadagno per medico (11.800 euro l'anno) è tra i più bassi d'Italia. La media del 2014 è di un ulteriore ribasso, nonostante i tetti tariffari fissati per legge dalla Regione e la riapplicazione del ticket (seppure ridotto al 20%) poi di nuovo congelato a partire dal gennaio scorso per la seconda bocciatura del tribunale amministrativo del cuore verde. E qui sta la seconda notizia: il ricorso al consiglio di Stato, annunciato dall'avvocatura di Palazzo Donini, è stato depositato e ora si attende l'udienza, prima dell'estate.