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Dipartimento di robotica, disco verde al progetto

Il chirurgo Alberto Patriti

Rosella Solfaroli
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La struttura semplice dipartimentale di robotica è una realtà. Proprio l'altro giorno, Alberto Patriti, che ne sarà il direttore e che verrà affiancato dall'altro Alberto, che di cognome però fa Bartoli, è stato incaricato dalla direzione sanitaria dell'Usl Umbria 2 di dare il via al progetto che lo stesso professionista del reparto di chirurgia dell'ospedale di Spoleto, aveva presentato qualche settimana fa su richiesta della stessa azienda. Una notizia di cui si è accennato anche in occasione della riunione della commissione consiliare preposta presieduta da Marina Morelli. Il nuovo corso della robotica del San Matteo degli Infermi, sta dunque per iniziare. Ma entriamo nel dettaglio. La struttura semplice dipartimentale, questa la denominazione esatta, si dovrà avvalere di tutte le competenze specialistiche e tecnologiche presenti, da un lato utilizzando il personale presente nel presidio di Spoleto, assolutamente competente in materia, e dall'altro individuando specialisti chirurghi delle altre unità operative aziendali che hanno acquisito competenze in chirurgia robotica, o che potenzialmente possono acquisire tale abilità ampliando il pool multidisciplinare di “tecnici” della stessa robotica. E il progetto, che ha trovato il favore della direzione aziendale, si basa su dei principi ben precisi. Gli obiettivi che Patriti e il suo staff si pongono sono diversi. Tra questi c'è la formazione del pool di specialisti multidisciplinari che avranno l'onere di utilizzare il robot all'avanguardia di cui è dotato il nosocomio spoletino, definire le patologie che verranno inserite nel percorso della chirurgia robotica, far sì che ci siano le condizioni organizzative idonee a un uso appropriato dello strumento, e far convogliare i pazienti affetti da quelle stesse patologie individuate nel progetto nella struttura semplice dipartimentale, con programmazione delle sedute operatorie in relazione alla lista di attesa chirurgica unica per la robotica e suddivisa in sub-liste per specialità. Per poter svolgere il servizio al meglio, Alberto Patriti, nel suo progetto ha palesato anche tutto ciò che vorrebbe gli fosse messo a disposizione per poter lavorare al meglio. Ossia una sala operatoria a disposizione per programmare al meglio gli interventi e uno staff infermieristico composto da almeno due o tre persone. Il “conto” che la struttura dovrà presentare all'azienda sarà quello di contare a fine anno 150 interventi eseguiti.