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Un pezzo del saio di San Francesco in vendita su eBay

Flavia Pagliochini
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“Qualora la reliquia fosse vera, chi la vende si macchia di un peccato di simonìa: chiediamo al venditore di ripensarci”. In attesa delle verifiche del caso è netta la posizione del Sacro convento di Assisi espressa da padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa, dopo aver saputo che ad un prezzo di 2.999 euro è stata messa in vendita su eBay una reliquia del sacco di San Francesco. Il venditore è una società di Milano, presenta anche una foto della reliquia (descritta come contenuta in un reliquiario di due centimetri di diametro) e assicura che si tratta di un pezzo originale del saio; l'oggetto in vendita è corredato addirittura di un certificato di autenticità, firmato dal cardinale Costantino Patrizi Naro, tra l'altro prefetto per la Sacra congregazione dei riti e segretario del Supremo sacro collegio per la Romana e universale inquisizione. Lo stesso venditore accetta anche proposte di acquisto per importi inferiori, ma finora la cronologia conta tre proposte che non ha accettato, presumibilmente perché i prezzi proposti dagli aspiranti acquirenti erano troppo bassi rispetto alla richiesta. Non è la prima volta che sul web - dove si trovano reliquie per tutte le tasche, dai 57 dollari più spese di spedizione per una reliquia di santa Maria Goretti fino a 9.700 per un reliquiario del XIX secolo contenente quelli che dovrebbero essere capelli della Vergine Maria - spuntano oggetti collegati a San Francesco, perlopiù santini e altre innocue reliquie. La palma della creatività spetta però ad una sorta di versione russa di eBay, dove in vista dell'apocalisse Maya, erano state messe in vendita indulgenze presuntamente made in Assisi a 500 rubli, meno di 15 euro: grazie alla generosità di una non meglio specificata chiesa cattolica (nel sito veniva riportata l'immagine della basilica di Santa Maria degli Angeli, ovviamente non implicata nella vicenda) che si era offerta di pregare per la salvezza delle anime a costo di saldo. All'epoca, nel sito era anche specificato che “a prescindere dai peccati commessi si può comprare solo un tagliando per sé stessi (per gli altri invece il numero è illuminato)”. Davanti al business a ai soldi, dunque, niente si ferma, pur a costo di travolgere religioni, santi e spiritualità nel gorgo senza fine della ricerca e dell'accumulo di ricchezza.