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Trasimeno, alzate le paratie filtranti: pescatori preoccupati

Valter Sembolini, ad della Cooperativa del Trasimeno

Alice Guerrini
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Sabato 21 marzo sono state alzate le paratie filtranti per incrementare la portata dell'acqua in uscita dall'emissario di San Savino. La decisione di rimettere in funzione il canale, è stata presa sei giorni fa per far raggiungere al lago Trasimeno i più 34 centimetri, allontanandosi così dai più 40; soglia che porterebbe problemi alla rete fognaria di alcuni paesi. Fino a venerdì l'emissario ha contato su una velocità dimezzata, ma sabato, sollevando le paratie filtranti, si è dato il via a un'uscita d'acqua di 8 metri cubi al secondo, pari a un centimetro ogni 2 giorni. La decisione sarebbe stata presa, perché il Trasimeno continua a non scendere, forse anche a causa dell'acqua portata dagli immissari. Attualmente il livello è a più 38 e considerando le piogge previste in questi giorni, il rischio è di sfiorare i 40 centimetri. La decisione ha già sollevato qualche preoccupazione tra i pescatori che temono una fuoriuscita di pesce. In particolare è Valter Sembolini, amministratore delegato della Cooperativa del Trasimeno a dare voce a questi timori. “Una decisione che ci rammarica molto - dice - e che è avvenuta proprio all'indomani della visita che abbiamo ricevuto dal presidente Mismetti. La Cooperativa in questo momento sta investendo proprie risorse, in assenza di quelle che fino all'anno scorso metteva la Provincia, per fornire al centro ittiogenico le specie necessarie per il ripopolamento del Trasimeno. Non vorremmo che questo impegno lavorativo ed economico fosse vanificato. Credo che sia opportuno, alla chiusura dell'emissario, intervenire con la messa in opera di barriere con reti o tofi. La corrente generata dalla massima portata attrae il pesce verso l'esterno. Lo scopo della Cooperativa è di salvaguardare il lago, anche perché molte famiglie vivono di pesca che è una delle più importanti “industrie” del Trasimeno che in questo momento genera occupazione”.