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Precari nel pubblico impiego: 2.500 a rischio

Vanda Scarpelli (Cgil funzione pubblica)

Eleonora Sarri
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Mille e 350 lavoratori delle Province, tutti ancora da collocare. Mille operatori in sanità, senza contratto fisso. E ancora: 65 precari dentro la stessa Regione, più 36 non stabilizzati della legge 61, quelli della ricostruzione post sisma. Ecco la lista delle categorie “ a rischio” della pubblica amministrazione umbra. Quasi 2.500 in tutto. Il dato arriva dalla Cgil (funzione pubblica), che va all'attacco di palazzo Donini per la vicenda dei nuovi bandi di concorso. “La Regione Umbria - tuona la segretaria regionale di settore Vanda Scarpelli - stabilizzi i precari e definisca il riordino istituzionale prima di nuovi concorsi”. “E' la politica - continua la Scarpelli - che interferisce impropriamente sulla gestione di una efficiente pubblica amministrazione. E poi se la prendono con i fannulloni. Certo che ci sono i fannulloni, e sono pure intoccabili. Se lo possono insomma permettere, perché godono della corazza protettiva della politica”. La “funzione pubblica” della Cgil chiede “procedure concorsuali corrette e trasparenti ad ogni livello; chiediamo di affrontare immediatamente - conclude la Scarpelli - il problema dei precari ex legge 61 e di tutti gli enti locali, nonché di affrontare il piano di stabilizzazione per i precari della sanità con un piano certo di assunzioni a tempo indeterminato. Chiediamo inoltre che si definisca in tempi congrui la legge sul riordino istituzionale nella nostra regione e si definiscano funzioni e risorse con la riallocazione del personale della Provincia e con la loro stabilizzazione definitiva. Solo successivamente si potrà procedere ad altre assunzioni necessarie. Questa potrebbe essere il percorso di una ‘buona politica' che tutela servizi ed occupazione”. SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI GIOVEDI' 8 GENNAIO DEL CORRIERE DELL'UMBRIA