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Coronavirus, per la festa di Santa Rita da Cascia maratona televisiva e diretta streaming

Mauro Barzagna
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Nella giornata del 22 maggio, ricorrenza della festa di Santa Rita, la "santa degli impossibili", il monastero di Cascia festeggerà un anniversario destinato a entrare la storia. Per la prima volta la Festa di Santa Rita verrà celebrata attraverso il web con una diretta streaming a causa delle prescrizioni dovute all'emergenza Coronavirus. Nonostante la pandemia, le monache agostiniane hanno voluto realizzare un'impresa pionieristica, per portare i festeggiamenti a tutti i devoti d'Italia e del mondo, racchiusa nel nome #MaratonaFestaSantaRita. Dalla basilica, Alessia Nicoletti, della Fondazione Santa Rita da Cascia, accompagnerà i fedeli nella diretta streaming, raccontando la giornata attraverso ospiti, collegamenti e testimonianze in diretta. Si comincia alle 10, con il messaggio di auguri delle monache a tutti i devoti. La benedizione, in modo eccezionale, varrà anche per i devoti che da casa alzeranno al cielo le loro rose. Alle 12 la Supplica a Santa Rita, con la preghiera di affidamento e ringraziamento che chiude la messa solenne. La diretta si chiuderà alle 17 con la messa per i benefattori del santuario con la Benedizione delle Rose. Rita nasce nel 1381 a Roccaporena, in provincia di Perugia. Cresciuta nel timore di Dio accanto agli anziani genitori, ne rispetta a tal punto l'autorità da accantonare il proposito di ritirarsi in convento e accettare di sposarsi con Paolo di Ferdinando, un uomo violento che una sera è trovato ucciso ai margini di una strada. I figli, già grandicelli, giurano di vendicarlo. Dopo aver tentato inutilmente di dissuaderli, Rita trova il coraggio di pregare il Signore di chiamarli entrambi a sé, piuttosto che farli diventare omicidi. La sua preghiera, umanamente incomprensibile, è esaudita. Rita si rifugia in convento votandosi alla penitenza, alla preghiera e all'amore di Cristo crocifisso, che le segna il volto fino alla morte conficcandole una spina nella fronte. Muore il 22 maggio del 1447. Il suo corpo per un'ennesimo miracolo rimane incorrotto.