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Reddito di cittadinanza, l'hanno riscosso anche 101 esponenti della 'ndrangheta

Mauro Barzagna
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Nell'ambito dell'operazione "Mala civitas", la guardia di finanza ha accertato che 101 esponenti della 'ndrangheta organici alle maggiori cosche della provincia di Reggio Calabria hanno indebitamente richiesto ed ottenuto il reddito di cittadinanza. Nella lista figurano boss della piana di Gioia Tauro o delle potenti 'ndrine reggine dei Tegano e dei Serraino. Altri capibastone delle maggiori cosche della Locride, tra le quali la 'ndrina Commisso-Rumbo-Figliomeni di Siderno, la 'ndrina Cordì di Locri, la 'ndrina Manno-Maiolo di Caulonia e la 'ndrina D'Agostino di Canolo. Tra gli indebiti percettori della misura anche i figli del "Pablo Escobar italiano", al secolo Roberto Pannunzi, unanimemente considerato dagli investigatori italiani e statunitensi come uno dei più grandi broker mondiali di cocaina e che si faceva vanto di pesare i soldi anziché contarli. Uno di essi, il figlio maggiore Alessandro, oltre ad essere sposato con la figlia di uno dei maggiori produttori mondiali colombiani di cocaina, è stato anche condannato in via definitiva per l'importazione di svariati quintali di stupefacente in Italia. Le indagini svolte dai finanzieri sono partite da una platea di oltre 500 persone gravate da pesanti condanne passate in giudicato, per reati riferibili ad associazione di stampo mafioso e si sono concluse con il deferimento all'autorità giudiziaria di Reggio Calabria, Locri, Palmi, Vibo Valentia e Verbania di 101 persone e di ulteriori 15 sottoscrittori di richieste irregolari. Sono stati tutti segnalati all'Inps per l'avvio del procedimento di revoca dei benefici ottenuti, con il conseguente recupero delle somme già elargite che ammontano a circa 516mila euro.