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Cotarella, l'uomo del vino Expo 2015 esclusivo: così un calice abbatte le barriere

Federico Sciurpa
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“L'uomo del vino” ha anche un posto dove ogni tanto fermarsi. La sua azienda (sua e di suo fratello Renzo) che è anche la sua casa: Falesco (GUARDA il video). GUARDA le foto Siamo da Riccardo Cotarella, a Montecchio nell'Orvietano. Un posto di confine dove invece i confini si dilatano, abbattuti non solo idealmente nel nome del vino. Il presidente del comitato scientifico del padiglione del vino a Expo 2015 ospita l'evento Telethon “spirito solidale” organizzato da Bnl (25.085 euro ricavati) e parla di ricerca, orizzonti, rapporti umani. Di tradizione ed evoluzione che poi sono - a partire proprio dal cibo - i temi (anzi lo stesso tema) dell'Expo. Prima la ricerca. “Il nostro è uno dei settori più benevolmente violentati dalla ricerca - afferma Cotarella -. Vengo da una famiglia che ha sempre fatto vino, ma se io facessi il vino come faceva mio padre, e vi assicuro che era uno sveglio, offenderei la memoria di mio padre. Mi direbbe: “perché ti ho fatto studiare?”. Era un vino quello, che accompagnava un'epoca. Il vino - sostiene Cotarella - ha seguito l'evoluzione dell'uomo, è stato sempre presente anche nelle sue rappresentazione artistiche. Vino o uva. Ricordiamoci che la vite ogni anno germoglia, ogni anno dà il suo frutto, ogni anno dà suo il vino. Quindi è storia ma anche vita. E tutto ciò che è vita necessita di evoluzione. Di più: la ricerca nel vino è terapeutica per l'uomo”. Da studioso e capace pragmatico, Cotarella viene subito al dunque mentre parla, intervistato da Bruno Vespa, in un palcoscenico allestito nella cantina Falesco. “Il vino - continua - è terapeutico specialmente per l'uomo che soffre e trova nell'attività in questo campo l'aggancio dopo una vita piena di problemi. Il primo esempio è San Patrignano che si occupa del recupero di ragazzi drogati, alcolisti, ragazzi che la nostra società ha ghettizzato. Fare vino nella ricerca, nella perfezione, impegna le energie e soprattutto la mente di questi ragazzi. Beh, il 75 per cento di quei ragazzi che a San Patrignano si occupano di vino viene recuperato alla società”. Evoluzione significa guardare al mondo ed ecco il secondo di esempi: “Lo faccio a dimostrazione anche di una sorta di “spiritualità” e aspetto morale di questo nostro settore. Seguo un'azienda che si trova divisa fra territori israeliani e palestinesi, in una zona martoriata dalla guerra. Anzi fra le più martoriate al mondo. Pensate che per fare un vigneto - racconta - non ci vuole l'aratro: le bombe ne hanno fatto una terra sottile. Un'azienda divisa in due e che dà vini dal risultato diverso che non piacciono però, a nessuna delle due parti. Così studiosi, ricercatori, tecnici, operai e impiegati si sono messi al lavoro insieme. Collaborano, si confrontano e li vedi ragionare, scherzare, sorridere. Dico: ma non è che questo prodotto riesce a unire e amalgamare anche laddove esiste un contrasto insanabile perfino da secoli?”. E' solo un assaggio questo, al tema di Expo 2015: nutrire il pianeta, energia per la vita. Una riflessione sul rapporto che intercorre fra ricerca scientifica, stili di vita sani e comportamenti responsabili verso il pianeta e l'uomo. La tavola rotonda ha portato molti ospiti a raccontare la loro esperienza e testimonianza per una iniziativa organizzata da Bnl e che ha avuto un applaudito momento musicale con il tenore di fama internazionale Gianluca Sciarpelletti insieme al soprano Ayumi Fujii e con al maestro Antonio Sommese grazie a The Erna Baird Memorial Grant. Molti gli imprenditori presenti da Falesco fra i quali Umbro Bernardini, Antonio Alunni e Pompeo Farchioni, ha partecipato il rettore Giovanni Paciullo e la presidente di Poste Italiane Luisa Todini. Piazza di Spagna View ha dato un importante contributo alla realizzazione dell'iniziativa.