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Scoperte ditte cinesi che frodano il fisco: beni sequestrati

Andrea Niccolini
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La guardia di finanza di Città di Castello ha eseguito un sequestro preventivo di crediti e beni, finalizzato alla confisca, nei confronti di alcuni imprenditori cinesi, responsabili di un'articolata frode fiscale. Le Fiamme Gialle avevano concentrato l'attenzione su un cittadino cinese ben radicato sul territorio, accertando che questi, in pochi anni, aveva accumulato indebitamente ingenti risorse finanziarie con il sistema delle imprese “apri e chiudi”, praticando sul mercato prezzi altamente concorrenziali, a discapito di altre aziende che operavano contestualmente nel medesimo settore. Lo stratagemma utilizzato prevedeva la costituzione di ditte individuali, operanti nel settore tessile della camiceria e maglieria, intestate a dipendenti compiacenti che fungevano da prestanome, che omettevano il versamento delle imposte dirette e dell'Iva, nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali, distruggendo la relativa documentazione contabile. Prima che gli organi di controllo potessero avviare le procedure di accertamento tributario, il titolare prestanome della ditta – rigorosamente nullatenente – si è reso tuttavia irreperibile ed al suo posto è stato collocato un altro cittadino cinese, intestatario di una nuova posizione Iva che ha proseguito la frode. All'esito delle indagini, che hanno consentito di delineare i lineamenti di una vera e propria organizzazione, l'imprenditore cinese e tre suoi connazionali sono stati denunciati, e l'autorità giudiziaria ne ha disposto il sequestro preventivo per equivalente di numerosi conti correnti, di un'autovettura di grossa cilindrata e dei crediti vantati nei confronti di diverse aziende italiane per oltre 150.000 euro, a garanzia del recupero delle somme illecitamente sottratte all'Erario.