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Patronati in rivolta, fioccano le firme per fermare i tagli

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Marina Rosati
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Sono già 30.000 a livello nazionale e oltre 4.500 le firme raccolte in Umbria contro la spending review dei patronati. Cgil, Cisl, Uil, le Acli e altre associazioni sono salite sulle barricate per dire “no” al provvedimento del governo che rischia di mettere in difficoltà centinaia di addetti dei patronati e migliaia di persone, soprattutto di ceto sociale più debole, che usufruiscono di questi servizi. La mobilitazione, di carattere nazionale, si sta facendo sentire anche in Umbria anche perché le conseguenze di questi tagli, secondo le confederazioni, sarebbero devastanti. Ecco perché la Regione ha voluto incontrare i rappresentanti dei vari patronati e vedere sulla carta le possibilità di intervento da parte locale. I dati L'erogazione dei servizi di consulenza e assistenza fiscale viene coperta attraverso il prelievo dello 0,226 per cento dai contributi previdenziali dei lavoratori e si concretizza in un valore nominale complessivo che si aggira sui 650 milioni a livello nazionale e che viene distribuito tra i 29 patronati esistenti. In Umbria la maggiore rappresentanza, circa il 70 per cento, è rappresentata da Cgil, Cisl, Uil e Acli che sono i patronati maggiormente diffusi. Per capire i numeri di questa partita basti pensare che sono circa 25mila le pratiche annue che vengono gestite da questi sportelli che il governo vorrebbe informatizzare per arrivare ad un risparmio di 150 milioni. L'intervento Da parte sua la Regione Umbria “condivide le preoccupazioni espresse da più parti circa il rischio che il 'sistema dei patronati' possa essere gravemente pregiudicato se non sarà modificata la norma inserita nella legge di stabilità che riduce enormemente il relativo 'fondo', peraltro alimentato dai versamenti dei lavoratori”. Il sostegno e la solidarietà sono arrivati direttamente dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini e dall'assessore regionale al Bilancio, Vincenzo Riommi che hanno incontrato una delegazione del “Centro patronati” di Acli-Inas-Inca-Ital dell'Umbria, composta da Mario Bravi, segretario regionale della Cgil, Amedeo Zupi (Cgil), Massimo Ceccarelli (Presidente Patronato Acli Umbria) e Marcello Barni (Coordinatore regionale Inas Umbria). Alla presidente Marini inoltre, la delegazione ha rappresentato anche la forte preoccupazione per le gravi conseguenze che una così drastica riduzione delle risorse determinerebbe per l'occupazione in Umbria, dove sono oltre 200 i lavoratori del sistema dei patronati, che svolgono decine di migliaia di pratiche relative all'assistenza ed alla previdenza dei cittadini umbri.