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L'Aquila, cerimonia a 11 anni dal terremoto e messaggio di Mattarella: "La ricostruzione è una priorità"

Mauro Barzagna
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A undici anni dal devastante terremoto che alle 3,32 del 6 aprile 2009 colpì L'Aquila e l'Abruzzo, la città ha ricordato con una cerimonia toccante i 309 morti nel sisma. Una scossa di magnitudo 6.3 non concesse scampo a residenti del capoluogo e di molte frazioni della periferia. Ad aquilani e abruzzesi si è rivolto con un proprio messaggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un monito rivolto comunque all'intero Paese: "La ricostruzione de L'Aquila resta una priorità e un impegno inderogabile per la Repubblica. I cittadini hanno diritto al compimento delle opere in cantiere, al ritorno completo e libero della vita di comunità, alla piena rinascita della loro città".  Nella notte di domenica 6 aprile 2020, piazza Duomo ha ospitato una breve ma intensa cerimonia, evidentemente condizionata dalla restrizioni legate all'emergenza Coronavirus, ma non per questo meno significativa. Il rito collettivo della fiaccolata popolare è stato sostituito dall'illuminazione dei luoghi simbolo del centro storico simbolo della tragedia del 2009: via XX Settembre, Casa dello Studente, Piazzale Paoli, via D'Annunzio e Convitto. Un fascio di luce azzurra è stato proiettato verso il cielo e ha illuminato piazza Duomo, luogo di svolgimento della breve celebrazione. Alle 19, invece, il sindaco Pierluigi Biondi e l'arcivescovo metropolita, cardinale Giuseppe Petrocchi, hanno deposto un ramoscello d'ulivo benedetto sul luogo dove sorgeva la Casa dello Studente e dove persero la vita 8 studenti.