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Coronavirus, ministro Boccia: riapertura graduale, per la popolazione pensiamo a scaglioni anagrafici

Alfredo Doni
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Governo a guida Mario Draghi? Un auspicio per buona parte dell'opinione pubblica italiana che vede nell'ex presidente della Bce il più autorevole esponente del Paese per poter guidare l'Italia fuori dal tunnel, un fantasma per chi attualmente tiene le redini dell'esecutivo nazionale. Di Draghi, ma non solo, ha parlato il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, nel corso de "L'Intervista di Maria Latella" su Sky Tg24, domenica 29 marzo. “Dalle opposizioni mi aspetto un contributo rispetto all'emergenza e sta arrivando spesso, il nostro impegno nell'ascolto è totale. Se qualcuno durante l'emergenza trova il tempo di ipotizzare cambi di Governo penso che debba risponderne alla propria coscienza e al proprio equilibrio psichico, perché parlare di un nuovo Governo in piena emergenza penso che non sia molto naturale". Aggiunge Boccia: "Poi dopo faremo i conti, quindi saranno gli italiani, l'opinione pubblica e i mezzi di informazione ad analizzare l'operato, i limiti, gli errori e le virtù del Governo. Adesso si marcia tutti insieme poi dopo ci sarà il confronto politico e parlamentare”. A proposito delle misure che sono in scadenza il 3 aprile, Boccia ha detto che “inevitabilmente saranno allungate. I tempi li deciderà, come è sempre accaduto, il Consiglio dei ministri sulla base di un'istruttoria che fa la comunità scientifica. Penso che in questo momento parlare di riapertura sia inopportuno e irresponsabile". Il riferimento, sia pure indiretto, è stato all'intervista rilasciata da Matteo Renzi al quotidiano Avvenire (LEGGI). "Tutti noi vogliamo tornare alla normalità, ma prima dobbiamo riaccendere un interruttore per volta. Voglio dirlo a chi dice di aver fretta, prima mettiamo in sicurezza la sanità e le terapie intensive triplicandole, poi lentamente, ripartendo da alcune attività produttive, riaccendiamo un interruttore per volta. Poi toccherà anche alla popolazione e non escludo che gli scaglioni anagrafici possano essere un metodo”.