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Coronavirus, le beffa delle mascherine che sembrano panni anti polvere: in Lombardia ritirate 200 mila

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Alfredo Doni
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Sono state ritirate duecentomila mascherine spedite in Lombardia dalla Protezione civile e distribuite negli ospedali. Le mascherine non erano omologate e quindi giudicate non idonee a proteggere gli operatori sanitari impegnati sul fronte  coronavirus negli ospedali. I medici e il personale sanitario lombardo della Lombardia, quando hanno aperto le confezioni della Protezione civile hanno notato che il materiale non aveva l'aspetto di una mascherina ma di un panno per togliere la polvere. In Lombardia, aveva detto l'assessore regionale al Bilancio "servono adesso 150mila mascherine al giorno per proteggere tutto il personale degli ospedali e i medici di medicina generale sul territorio: quante ne consumavano le strutture sanitarie in un anno prima dell'emergenza".  Ed è pari a 840mila il numero dei guanti e 120 mascherine sequestrate in un'altra operazione porta la firma dei funzionari della sezione operativa territoriale di Ponte Chiasso (Como) e dei militari della guardia di finanza, che hanno sottoposto a controllo documentale e fisico le partite di merce dichiarate in esportazione verso la Svizzera, anche alla luce delle ultime disposizioni della presidenza del Consiglio dei ministri. È stato possibile intercettare - fanno sapere i militari e l'Ufficio delle dogane di Como - due spedizioni di prodotti rientranti nella categoria dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) per i quali il Dipartimento della protezione civile ha disposto il divieto di esportazione fuori dal territorio nazionale in assenza di autorizzazione. In particolare, la prima operazione di fermo risale allo scorso 5 marzo e ha permesso di bloccare 800mila guanti monouso in vinile; la seconda risale a martedì scorso e ha consentito di sequestrare un'ulteriore spedizione di 40mila guanti monouso in lattice e di 120 mascherine con valvola, di classe Ffp 2. La merce, prelevata dai depositi doganali, verrà consegnata dalla protezione civile alle strutture sanitarie della Lombardia.